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Credito d’imposta senza limiti

Credito d’imposta per nuovi investimenti senza limiti. All’incentivo per gli investimenti in beni strumentali nuovi introdotto dal dl n. 49/2014 non si applicano infatti né i limiti previsti per i crediti d’imposta agevolati di euro 250 mila né il tetto di 700 mila euro su base annua per la compensazione dei crediti d’imposta. Il credito d’imposta si calcola sul 15% della parte delle spese sostenute eccedenti rispetto alla media degli investimenti in beni strumentali effettuati nei cinque anni precedenti con possibilità di escludere dalla media il periodo d’imposta nel quale sono stai effettuati i maggiori investimenti. Sono i principali chiarimenti contenuti nella circolare n. 5/e diffusa ieri dall’Agenzia delle entrate sul credito d’imposta introdotto dal dl n. 91/2014 che riguarda i titolari di redditi d’impresa che realizzano investimenti in strutture produttive aventi sede in Italia fra il 25 giugno 2014 e il 30 giugno 2015.

I soggetti beneficiari. Possono accedere al credito d’imposta tutti i soggetti titolari di reddito d’impresa, indipendentemente dalla loro natura giuridica, dalla dimensione aziendale, dal settore economico in cui operano, nonché dal regime contabile adottato. Unica condizione è che effettuino investimenti destinati a strutture produttive ubicate in Italia. La circolare precisa inoltre che sono ammesse all’agevolazione sia le imprese residenti nel territorio dello stato che le stabili organizzazioni nel territorio dello stato di soggetti non residenti e che possono beneficiare dell’agevolazione anche gli enti non commerciali con esclusivo riferimento all’attività commerciale eventualmente esercitata. Avranno accesso al beneficio sia le imprese già esistenti al 25 giugno 2014, sia quelle costituite in epoca successiva a condizione però che se esercitano attività industriali a rischio di incidenti sul lavoro, siano in grado di documentare il rispetto degli obblighi in materia di sicurezza sul lavoro ex dlgs 334/1999 e successive modificazioni.

Investimenti agevolabili. Il credito d’imposta si riferisce unicamente agli investimenti in beni strumentali nuovi compresi nella divisione 28 – fabbricazione di macchinari e apparecchiature – della tabella Ateco 2007. A tale riguardo – si legge nella circolare n. 5/e – occorre verificare se i beni strumentali acquisiti sono classificabili in una delle sottocategorie appartenenti alla divisione 28 della tabella Ateco 2007 indipendentemente dalla denominazione attribuita ai beni dalla tabella stessa (macchinari, apparecchiature, impianti, attrezzature ecc.) e senza tener conto del codice attività Iva dell’impresa che cede i beni agevolabili. Nel caso di investimenti in beni strumentali complessi possono rientrare nell’agevolazione anche beni non ricompresi nella divisione 28 qualora gli stessi siano necessari al funzionamento del macchinario stesso (computer, centraline, monitor ecc.). Non potranno invece mai formare costo agevolabile le spese destinate all’acquisto di beni merce o di materiali di consumo. I beni strumentali devono essere nuovi e quindi sono esclusi dall’agevolazione i beni già utilizzati a qualunque titolo con l’unica eccezione di quelli esposti nello show room aziendale a scopo dimostrativo.

Determinazione del credito d’imposta. Il credito d’imposta è pari al 15% delle spese per beni strumentali nuovi sostenute in eccedenza rispetto alla media dei cinque periodi d’imposta precedenti. Per omogeneità dei valori la circolare precisa che la media aritmetica per gli esercizi precedenti va costruita prendendo a riferimento solo gli investimenti in beni strumentali nuovi ricompresi nella divisione 28 della tabella Ateco, realizzati nei cinque periodi di imposta precedenti, con possibilità di escludere dal calcolo il periodo di imposta in cui l’investimento è stato maggiore. Nel calcolo della media degli investimenti del quinquennio precedente occorre considerare anche gli esercizi in cui tali investimenti non sono stati effettuati. Per quanto riguarda invece l’importo minimo dell’investimento agevolabile pari a 10 mila euro, la circolare precisa come lo stesso debba riguardare ciascun progetto di investimento e non il singolo bene che lo compongono, inserendo nel progetto stesso anche le spese per gli oneri di diretta imputazione quali, per esempio, i costi di trasporto, montaggio e installazione. Sempre per omogeneità dalla media vanno esclusi gli investimenti di valore inferiore a 10 mila euro nonché i beni destinati a strutture produttive ubicate fuori del territorio dello stato. Una volta determinato il credito d’imposta spettante lo stesso non è soggetto né al limite di 250 mila euro previsto dalla normativa vigente per i crediti agevolabili né a quello di 700 mila euro previsto per la compensazione annuale di crediti e contributi.

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