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Credito del 15% alle imprese Attesi investimenti per 8,2 mld

Investimenti per 8,2 miliardi di euro nel periodo 2014-2015, questo si aspetta il governo per il rilancio dell’economia dal contributo del 15% erogato sotto forma di credito di imposta alle imprese. Gli attori saranno le imprese di qualsiasi dimensione e di qualsiasi settore che effettuano investimenti.

Nella scelta dei macchinari da acquistare dovranno tenere conto che ogni singolo bene facente parte del progetto di investimento deve avere un costo imponibile minimo di 10 mila euro. Le risorse verranno attinte dal Fondo per lo sviluppo e la coesione, di cui alla programmazione 2014-2020. Gli investimenti dovranno essere effettuati entro il 30 giugno 2015. Questo è quanto emerge dall’ultima versione del dl Produttività presentato in Consiglio dei ministri.

Beneficiari. Possono beneficiare dell’agevolazione sia le pmi sia le imprese di grandi dimensioni, indipendentemente dal tipo di contabilità adottata. Nella relazione illustrativa del provvedimento viene specificato che l’agevolazione riguarda tutti i soggetti residenti nel territorio dello Stato titolari di reddito d’impresa, indipendentemente dalla natura giuridica, dalla dimensione e dal settore produttivo di appartenenza degli stessi, nonché dall’adozione di particolari regimi d’imposta o contabili. L’agevolazione si applica anche alle stabili organizzazioni nel territorio dello Stato di soggetti non residenti.

Il meccanismo di calcolo. Il credito d’imposta, viene erogato nella misura del 15 per cento delle spese sostenute, eccedenti la media degli investimenti in beni strumentali realizzati nei cinque periodi di imposta precedenti. Ogni impresa ha la facoltà di escludere dal calcolo della media il periodo in cui l’investimento è stato maggiore. Pertanto, se l’impresa in un anno ha fatto investimenti importanti, che possono alzarle la media, ha la possibilità di togliere dal calcolo gli importi relativi a quell’anno.

Il decreto legge si pone il problema delle imprese di recente costituzione. Per questo prevede che il credito d’imposta si applichi anche alle imprese in attività alla data di entrata in vigore del decreto legge, anche se con un’attività d’impresa inferiore ai cinque anni. Per tali soggetti la media degli investimenti in beni strumentali nuovi da considerare è quella risultante dagli investimenti realizzati nei periodi d’imposta precedenti a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto legge o a quello successivo. Anche in questo caso le imprese hanno la facoltà di escludere dal calcolo della media il periodo in cui l’investimento è stato maggiore.

Per questa tipologia di aziende è evidente il vantaggio; queste, di norma, effettuano investimenti nel primo anno. Grazie a questa specifica possono togliere quell’anno dal meccanismo di calcolo. Interessante anche la precisazione per le imprese costituite successivamente alla data di entrata in vigore del decreto legge, per queste il credito d’imposta si applica con riguardo al valore complessivo degli investimenti realizzati in ciascun periodo d’imposta.

Pertanto, gli investimenti effettuati nel 2015 non saranno influenzati dall’ammontare degli investimenti effettuati nel 2014. Di conseguenza, questi possono essere anche di importo superiore, ma non inficiano la possibilità di agevolare in toto anche gli investimenti effettuati entro il 30 giugno 2015.

Ammontare minimo di spesa. Il credito d’imposta non spetta per gli investimenti di importo unitario inferiore a 10 mila euro. La norma alza in maniera significativa l’importo minimo ammissibile che era riconducibile, nei bandi del passato, a 516 euro (ex milione di lire). Di fatto se non ci sono chiarimenti diversi per le pmi sono esclusi tutti gli investimenti in computer e attrezzature informatiche standard, che non raggiungono quasi mai importi così elevati.

 

Utilizzo del credito di imposta. Il credito d’imposta maturato applicando il calcolo di cui sopra non può essere utilizzato in un unico anno, ma va ripartito e utilizzato in tre quote annuali di pari importo.

L’ammontare spettante deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in cui vengono effettuati gli investimenti e deve essere riportato aggiornandolo nelle dichiarazioni dei redditi relative ai periodi d’imposta successivi nei quali il credito è utilizzato. Aspetto importante, il bonus non concorre alla formazione del reddito della base imponibile dell’imposta regionale sulle attività produttive.

Il credito d’imposta può essere utilizzabile esclusivamente in compensazione su F24 andando ad abbattere Iva, Irap, contributi e similari.

Il bonus fiscale non è soggetto al tetto massimo di utilizzo annuale di 250 mila euro fissato dal comma 53 dell’articolo 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 244. La prima quota annuale del credito maturato è utilizzabile a decorrere dal 1° gennaio del secondo periodo di imposta successivo a quello in cui è stato effettuato l’investimento. Di conseguenza, per le imprese che effettuano investimenti nel 2014 l’utilizzo può iniziare nel 2016, è posticipato al 2017 per quelle che effettuano investimenti nel 2015. Il credito può essere utilizzato in compensazione a partire dal primo gennaio. Il contributo è fruito esclusivamente in compensazione in sede di versamento dei tributi e contributi in F24.

Attività a rischio incidenti. I soggetti titolari di attività industriali a rischio di incidenti sul lavoro possono usufruire del credito d’imposta solo se è documentato l’adempimento degli obblighi e delle prescrizioni previsti dalla normativa. Si tratta delle attività industriali individuate ai sensi del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 334, come modificato dal decreto legislativo 21 settembre 2005, n. 238.

Le revoche. Il decreto legge prevede già cosa può determinare la revoca dell’agevolazione. Questa scatta nel caso che l’imprenditore ceda a terzi o destini i beni oggetto degli investimenti a finalità estranee all’esercizio di impresa prima del secondo periodo di imposta successivo all’acquisto. Stessa sorte se i beni sono trasferiti in strutture produttive situate al di fuori dello Stato, anche se queste sono appartenenti al soggetto beneficiario dell’agevolazione.

Restituzione delle somme. Il credito d’imposta indebitamente utilizzato deve essere restituito entro il termine per il versamento a saldo dell’imposta sui redditi dovuta per il periodo d’imposta in cui si è verificato l’evento che ne ha determinato la decadenza. Se l’obbligo di restituzione emerge in sede di controllo, evidenziando quindi che l’impresa ha omesso di dichiarare essa stessa le mutate condizioni, oppure se in quella sede emerge un errore, anche parziale, nel calcolato del contributo l’Agenzia delle entrate provvede al recupero del relativo importo, maggiorato di interessi e sanzioni secondo legge.

Gli importi considerati necessari per far fronte alle richieste delle imprese. Il decreto prevede che siano necessari 204 milioni per il 2016, 408 milioni per gli anni 2017 e 2018, e 204 milioni per l’anno 2019. Le risorse saranno attinte dalla quota nazionale del Fondo per lo sviluppo e la coesione, programmazione 2014-2020, di cui all’articolo 1, comma 6, della legge 27 dicembre 2013, n. 147. Nel caso si verifichino o siano in procinto di verificarsi scostamenti, rispetto alle previsioni, il ministro dell’economia e delle finanze, con proprio decreto, provvederà alla riduzione della dotazione del Fondo per lo sviluppo e la coesione in modo da garantire la compensazione degli effetti dello scostamento finanziario riscontrato, su tutti i saldi di finanza pubblica e, conseguentemente, il Cipe provvederà alla riprogrammazione degli interventi finanziati a valere sul Fondo. Il ministro dell’economia e delle finanze è chiamato a riferire alle Camere con apposita relazione in merito alle cause degli scostamenti e all’adozione delle misure di riequilibrio.

I beni ammissibili. Le imprese che voglio effettuare investimenti devono appurare se gli stessi rientrano tra quelli prodotti dalle imprese che operano nel settore Istat -Ateco 28, relativo alla fabbricazione di macchinari e apparecchiature. Nella tabella è riportata una sintesi dei macchinari e delle attrezzature ammissibili.

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