Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Credito cooperativo, stop in arrivo: la Bce sospende l’esame sulla solidità

La Bce sospende l’Asset quality review, l’esame della solidità patrimoniale, sulle capogruppo del credito cooperativo, come Iccrea e Cassa centrale banca. «Il processo era iniziato a metà febbraio. Avevamo compilato i documenti inviati (i cosiddetti template, ndr). Adesso sarebbe dovuta cominciare la fase di file review, con la presenza di ispettori della Bce in sede, ma l’emergenza del Covid-19 ha costretto a sospendere l’attività a data da destinarsi». A parlare è Giuseppe Maino, presidente del Gruppo Iccrea da circa un anno. In base alla strategia concordata con la vigilanza, l’Aqr è condotta sui dati al 31 dicembre 2019 e fa perno sulla capogruppo, con un focus sulle singole Bcc a campione. Era stata prevista un’analisi dei file nella sede di Iccrea, alla presenza dei dirigenti della capogruppo e delle singole Bcc sotto esame. Ora però è tutto fermo: l’ipotesi di un esame a distanza sembra remota e con tutta probabilità si andrà alla seconda metà dell’anno. Gli stress test, invece, sono già stati rinviati da Bce ed Eba per tutte le banche al 2021.

Il gruppo Iccrea nel frattempo sta lavorando al nuovo piano industriale che sarà approvato dal board il 31 marzo. «Andiamo avanti comunque, nonostante l’emergenza – assicura Maino-. Stiamo lavorando a un piano su base quadriennale per avere tempo di mettere a terra le quattro leve di azione: rafforzamento patrimoniale, derisking, redditività e razionalizzazione dei costi». Il blocco delle attività causato dal coronavirus sta impattando in maniera significativa anche sul credito cooperativo. «Le 136 Bcc del gruppo risentono del contatto diretto con il territorio, ma l’effetto più generale dell’economia peserà anche sulla capogruppo- commenta Maino -. Sappiamo che le previsioni di piano dovranno essere rettificate, anche se al momento è difficile quantificare gli effetti. Il confronto con la Bce prosegue in modo costruttivo e riteniamo che abbia compreso le peculiarità del nostro gruppo».

Il rafforzamento patrimoniale cammina di pari passo con le maggiori coperture di capitale sui crediti e sulla cessione degli Npl. «Stiamo lavorando a una nuova cessione a livello di gruppo con Gacs a breve, dell’ordine di 1 miliardo di euro – spiega il presidente -. Nel 2018 avevamo fatto cessioni per 4,2 miliardi, nel 2019 per 1,3 miliardi. L’obiettivo è ridurre il Npl ratio: due anni fa era pari al 18%, ora siamo attorno al 11-12% e abbiamo l’obiettivo di scendere sotto l’8 per cento entro la fine del piano».

Il confronto con la vigilanza verterà in particolare sulla redditività. «Il piano prevede che questa debba aumentare con nuovi ricavi, ma il nostro obiettivo sarà più basso rispetto alla media delle spa, che hanno un Roe del 10% – chiosa Maino -. Se a fine piano noi arriveremo al 5/6% saremo soddisfatti: e questo perché non dobbiamo distribuire dividendi. Visto che le banche spa distribuiscono in media la metà di quel 10% come cedol e, alla fine la nostra solidità sarà in linea con il settore».

Altro aspetto importante ai fini della redditività sarà la riduzione dei costi. «Sarà un processo di razionalizzazione a livello di capogruppo e di controllate che passerà anche attraverso la rivisitazione dei modelli di business – continua -. Immaginiamo di avvalerci anche di Quota 100. A livello di Bcc la razionalizzazione passerà attraverso la gestione centralizzata di investimenti, It e di alcuni prodotti e servizi. Per quanto riguarda la riduzione del numero di banche abbiamo un approccio qualitativo: oggi siamo scesi da 142 a 136 e altre 10 fusioni potrebbero avvenire entro l’anno. Nell’arco del piano l’obiettivo è valutare quante Bcc non sono in grado di garantire, anche in chiave prospettica, la redditività: per coloro che non ce la fanno, anche con il supporto della capogruppo, si procederà alla fusioni. Sarà ridotto il numero di sportelli, oggi pari a 2.600: circa 100 saranno chiusi nel breve periodo, il resto dovrà essere compatibile con la presenza territoriale del gruppo e sarà conseguente anche alle fusioni». Nel piano è prevista anche una riduzione dei titoli di Stato in portafoglio. «Siamo un gruppo specifico, vogliamo restare credito cooperativo. La nostra forza sono i territori – conclude Maino -. Dobbiamo essere competitivi sul mercato, ma coinvolgendo tutte le realtà. Per darle un’idea: il piano industriale lo abbiano fatto fissando linee guida che sono state fornite a tutte le Bcc; su queste sono stati fatti i singoli piani, recepiti da Iccrea. Ora siamo al secondo giro, che la messa a punto sotto la regia delle capogruppo degli aspetti ancora carenti».

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

La crisi generata dal coronavirus colpisce frontalmente l’economia reale ma rischia di riflettersi...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

ROMA — Lavoratori pagati dalle banche anziché dall’Inps. È la soluzione che il governo sta pr...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

BERLINO — La Bce ha deciso un altro passo importante. Per il bazooka appena sfoderato da 750 mili...

Oggi sulla stampa