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Credito alle imprese rapido con algoritmi e blockchain

Non sono rimasti con le mani in mano durante i giorni di lockdown e si sono attivati per aiutare i negozi in crisi di liquidità. In due settimane tre ragazzi a distanza hanno messo insieme la piattaforma di HelpMi, ora disponibile in maniera gratuita (si veda la scheda a fianco, ndr). Un piccolo contributo che dà però l’idea della capacità di reazione e di innovazione che chiunque oggi può mettere in campo. All’insegna di velocità, agilità e d efficienza, che sono poi i valori che può apportare il fintech in un momento di estrema difficoltà per l’intero sistema economico. Anche con idee innovative come l’ inventory monetization” proposta da Supply@me, che si sostanzia nella vendita delle scorte anticipando di fatto il fatturato futuro, sfruttando la piattaforma blockchain di Sia: «Si tratta della cessione del magazzino che di solito ha una rotazione di 90-100 giorni: non è un debito per l’azienda, ma una vera e propria vendita che trasferisce il rischio di invenduto a investitori istituzionali mediante la cartolarizzazione dei magazzini», spiega Alessandro Zamboni, Ceo e fondatore della startup. Nell’ultimo mese le richieste sono cresciute del 10-15% alla luce del rallentamento dei tempi di vendita. La startup è pronta a finalizzare una prima ventina di operazioni tra aprile e maggio.

Per tamponare la crisi di liquidità delle imprese ora si guarda con ansia ai 400 miliardi di euro messi a disposizione dal decreto liquidità. I cui effetti potrebbero però essere vanificati o spuntati dal rischio che il reale trasferimento dei fondi non avvenga nei tempi rapidi imposti dall’emergenza: sono pesanti le incognite sui tempi della burocrazia amministrativa e sulle strutture legacy delle stesse banche. In questo scenario il fintech può rappresentare una risorsa per l’intero sistema Paese, con un potenziale stimato dal settore in almeno due miliardi di euro. «Possiamo essere un acceleratore di innovazione per gli operatori finanziari tradizionali, in un momento in cui le imprese hanno bisogno di risposte rapide, spesso incompatibili con le procedure di erogazione classiche: le banche possono accelerare la transizione verso il digitale cooperando con operatori che già possiedono processi rapidi ed efficienti», commenta Sergio Zocchi, Ceo di October Italia. Quelle stesse piattaforme possono essere un ulteriore veicolo per convogliare anche il risparmio privato in operazioni di finanziamento all’economia reale in maniera diretta ed efficace: «Una delle prerogative del fintech è la grande capacità di mobilitare il capitale privato delle famiglie canalizzandolo verso l’economia reale e possiamo farlo in misura maggiore se riuscissimo ad aumentare la capacità di raccolta», spiega Ignazio Rocco, fondatore e Ceo di Credimi.Credimi si è attivato, insieme a Banca Generali, con un’emissione innovativa, il cui rischio è mitigato combinando tre elementi: la copertura del Fondo Centrale di Garanzia, elevato all’80%, una junior tranche (per una quota del 10%) sottoscritta da un anchor investor, che assorbe il rischio rimanente in cambio di rendimenti a doppia cifra e una senior tranche destinata a investitori professionali, con rendimenti comunque a premio rispetto al mercato. Una simulazione elaborata da Credimi sulle Pmi stima che nel prossimo triennio un quarto potrebbe non esistere più, ipotizzando un calo di fatturato annuo tra il 20% e l’80%, a seconda dei settori. A marzo le domande arrivate a Credimi sono aumentate di 5-6 volte arrivando a un picco di 1.300 per settimana con richieste nel mese per 320 milioni di euro.

La velocità è garantita da sistemi di valutazione del merito di credito basati su intelligenza artificiale che rende la valutazione estremamente rapida ed efficiente, con tempi dierogazione del credito che si aggirano intorno ai tre giorni. «L’adozione di strumenti in grado di automatizzare ogni passaggio del processo di analisi creditizia,calibrati sulle esigenze delle banche e immediatamente integrabili nei sistemi operativi interni, consentirebbe di ridurre drasticamente i tempi di istruttoria », commenta Valentino Pediroda, ad di modefinance.

Borsadelcredito.it ha registrato un aumento dell’erogato a marzo ca 3 milioni rispetto dai 2 di febbraio: «Quello che rileviamo è una diffusa richiesta di supporto da parte delle imprese, soprattutto di quelle con finanziamento già in corso, difficili da gestire in una situazione di blocco quasi totale delle attività», afferma il Coo Antonio Lafiosca. Borsadelcredito ha messo a punto un finanziamento bullet della durata di 6 mesi per coprire le spese correnti delle Pmi con un anticipo da 300 a 500mila euro, da rimborsare allo scadere dei sei mesi con un ulteriore finanziamento rateale di 12 mesi o più. October ha lanciato un’iniziativa straordinaria sospendendo per tre mesi i rimborsi del capitale per le oltre 500 Pmi europee con piani di rimborso attivi.

La buona notizia, sottolinea Rocco, è che «c’è una buona fetta di aziende, oltre un terzo di quelle che hanno presentato domanda di credito, che ha tutte le carte in regola per superare la crisi». Ma stabilire quali aziende riusciranno nella riconversione post-crisi nessun algoritmo è in grado di farlo.

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