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Credito alle famiglie, la ripresa economica sostiene la crescita

Tassi d’interesse ai minimi e la fiducia ritrovata invitano le famiglie a chiedere più credito al consumo. L’importo medio richiesto nel 2017 per l’aggregato di prestiti personali più finalizzati supera di poco i 9mila euro, attestandosi a quota 9.050. Il trend degli ultimi anni si conferma in costante crescita – il dato 2016 era di 8.400 euro – anche se resta distante dai 9.500 euro del 2008.
Nel 2017 il numero delle richieste di nuovi prestiti, tra personali e finalizzati, è aumentato di quasi il 2% rispetto all’anno precedente grazie a un vero e proprio rush di fine anno: a dicembre la crescita è stata del 9,3%, la migliore performance nell’arco dei dodici mesi. Tra le due formule è migliore la performance dei prestiti personali, che a dicembre segnano un +18,7% portando al +5,4% il dato annuale. I finalizzati, quelli destinati all’acquisto di auto, beni durevoli, spese sanitarie e viaggi, lo scorso mese hanno visto aumentare (+4,7%) il numero delle domande ma il consuntivo registra una flessione di quasi un punto percentuale. Il comparto capitalizza così il trend favorevole che, a volumi, si allinea con il numero delle richieste del 2010.
È quanto rivela l’ultima edizione del «Barometro Crif sulle richieste di prestiti» rilevate dal Sistema di informazioni creditizie di Crif, che raccoglie i dati relativi ad oltre 85 milioni di posizioni.
«Prevediamo che il mercato nel 2018 potrà confermare ritmi di crescita positivi, seppure in lieve rallentamento rispetto a quelli visti lo scorso anno – spiega Simone Capecchi, executive director di Crif -. Nel 2017 le richieste di prestiti da parte delle famiglie hanno registrato un ulteriore significativo balzo in avanti. È la conferma della vitalità del credito al consumo, che peraltro sta velocemente cambiando pelle con l’avvento delle nuove tecnologie che favoriscono lo sviluppo di altri canali distributivi e l’ingresso di nuovi player».
Gli importi medi richiesti delle famiglie per i finalizzati sfiorano i 6mila euro, con una crescita dell’11% sul 2016, come conseguenza dell’aumento delle domande per l’acquisto di auto. Nel caso dei personali l’incremento è del 3,6% mancando di poco la soglia dei 13mila euro. Per quanto riguarda la distribuzione territoriale, l’importo medio dei prestiti finalizzati registra una crescita più sostenuta in Veneto e Friuli (+10% rispetto al 2009), mentre il gradino più basso del podio viene conquistato dalla Basilicata. Sul gradino più alto del podio dei prestiti personali invece c’è la Liguria (+8,3% sul 2009) che precede Friuli e Toscana.
Scorrendo i dati provinciali l’importo medio più elevato per i finalizzati, intorno ai 7.900 euro, è richiesto a Como, Verbania e Biella mentre quello più contenuto, 4mila euro, è a Napoli che chiude la classifica. Nei personali al top con circa 14mila euro spiccano Nuoro e Sassari, mentre Padova segue a brevissima distanza. In termini di durata un richiedente su quattro ha optato per un rientro oltre i 5 anni con un progresso di un paio di punti percentuali. In calo al 16,5% dal 18,7% del 2017 la quota di coloro che optano per una durata inferiore all’anno.
Importi più elevati e richieste di credito in aumento: ma le famiglie come hanno utilizzato questo cash? Da Chiaffredo Salomone, amministratore delegato di Findomestic, arriva una possibile chiave di lettura: «Oggi possiamo dire che il credito al consumo sostiene il lifestyle delle famiglie, dal momento che il 68% delle persone avrebbe rinunciato a un acquisto programmato se non avesse potuto disporre di un finanziamento». Insomma, una vera e propria stampella a sostegno della domanda come evidenziano le stime di fine 2017 dell’Osservatorio Findomestic. Il 60-70% delle vetture sono quasi sempre acquistate dai privati grazie a un prestito finalizzato. Nel caso di grandi o piccoli elettrodomestici e dell’elettronica di consumo, invece, l’incidenza si abbassa al 9% per calare all’1,2% per mobili e arredamento.

Enrico Netti

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