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Credito allargato

Il credito d’imposta apre anche all’usufrutto di azienda. La possibilità di godere del bonus anche in presenza di pagamenti di canoni anticipati avvenuti nel 2019 e relativi alle mensilità del 2020 per le quali si applica la detrazione, apre la strada all’applicazione della disciplina anche agli altri contratti di godimento dell’azienda pluriennali che prevedano pagamenti immediati e in unica soluzione per diversi periodi di imposta. Sarà ovviamente necessario parametrare l’importo versato in anticipo a quello relativo ai mesi di marzo, aprile, maggio e giugno 2020.

Nel pieno della stagione del superbonus l’Agenzia delle entrate trova modo di fornire importanti precisazioni anche in relazione alle altre misure introdotte a contrasto della crisi epidemiologica. Lo fa, in particolare, con la risposta a interpello n. 440 del 5 ottobre 2020, in relazione a uno specifico caso di spettanza del credito di imposta introdotto dall’articolo 28 del dl 34/2020 sui canoni di locazione immobiliare e di affitto d’azienda comprendente immobili.

La fattispecie fa riferimento a un contratto di affitto di azienda, stipulato a dicembre 2019 per il quale il canone pattuito è stato versato interamente all’atto della sottoscrizione del contratto stesso. In sostanza i canoni di affitto relativi alle mensilità di marzo, aprile, maggio e giugno (da aprile a luglio per le strutture turistico ricettive con attività solo stagionale) non sono stati versati nel corso del 2020 ma, anticipatamente, assieme a quelli relativi alle altre mensilità coperte dal contratto. L’Agenzia delle entrate specifica che anche in tali circostanze è possibile fruire del credito d’imposta in questione che, come noto, è stabilito in misura percentuale (rispettivamente, 60% e 30%) in relazione ai canoni di locazione, di leasing o di concessione di immobili a uso non abitativo destinati allo svolgimento dell’attività industriale, commerciale, artigianale, agricola, di interesse turistico o all’esercizio abituale e professionale dell’attività di lavoro autonomo o dei contratti di servizi a prestazioni complesse o di affitto d’azienda, comprensivi di almeno un immobile a uso non abitativo destinato allo svolgimento dell’attività industriale, commerciale, artigianale, agricola, di interesse turistico o all’esercizio abituale e professionale dell’attività di lavoro autonomo. Il credito, come da ultimo previsto dal decreto Agosto (dl 104 del 14 agosto 2020) «è commisurato all’importo versato nel periodo d’imposta 2020 con riferimento a ciascuno dei mesi di marzo, aprile, maggio e giugno e per le strutture turistico ricettive con attività solo stagionale con riferimento a ciascuno dei mesi di aprile, maggio, giugno e luglio. Ai soggetti locatari esercenti attività economica, il credito d’imposta spetta a condizione che abbiano subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi nel mese di riferimento di almeno il 50% rispetto allo stesso mese del periodo d’imposta precedente». Il credito d’imposta è utilizzabile in compensazione, nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di sostenimento della spesa; o, in alternativa può essere ceduto al locatore o al concedente e ad altri soggetti, con facoltà di successiva cessione del credito. Nel caso trattato, poiché il trasferimento del possesso dell’azienda affittata è avvenuto nel mese di dicembre 2019, il calcolo del requisito della riduzione del fatturato dovrà essere effettuato, in capo all’affittuario, confrontando l’ammontare del fatturato di ciascuno dei mesi di possibile fruizione del beneficio rispetto al fatturato realizzato dall’affittante riferibile ai medesimi periodi dell’anno precedente. La possibilità di far valere il credito anche per canoni già corrisposti prima dell’entrata in vigore della norma, seppur riferibili ai mesi oggetto di bonus, è una apertura di grande importanza. Spesso, infatti, i contratti di locazione o di affitto d’azienda prevedono un pagamento anticipato rispetto al periodo di godimento; a volte si tratta di pagamenti semestrali anticipati con scadenze giugno-dicembre; in tali situazioni è evidente che il pagamento anticipato fatto a dicembre 2019 per le mensilità gennaio-giugno 2020, in assenza di tale precisazione, avrebbe comportato una ingiusta penalizzazione. Ciò perché quei soggetti che hanno provveduto al pagamento prima del diffondersi del virus e prima della messa in capo dei provvedimenti emergenziali avrebbero comunque subito le conseguenze negative senza poter recuperare alcunché. Per analogia, l’apertura dell’amministrazione finanziaria potrebbe coinvolgere anche altre forme di godimento, quali, per esempio, l’usufrutto d’azienda. Quest’ultimo, la cui disciplina civilistica e fiscale ricalca quella dell’affitto d’azienda, prevede il pagamento di un corrispettivo, in unica soluzione, per il godimento dell’azienda per un periodo prestabilito. Si tratta, quindi, di un affitto d’azienda nel quale il corrispettivo complessivo per tutta la durata del contratto viene versato in unica soluzione. Anche in tale circostanza appare logico ritenere che la quota di usufrutto riferibile al godimento dell’azienda per i mesi da marzo a giugno (o da aprile a luglio per le attività turistico ricettive) possa godere del credito di imposta. a ben vedere il caso dell’usufrutto può avere una portata maggiore rispetto all’affitto d’azienda. In quest’ultimo contratto, infatti, la possibilità di godere del bonus per i canoni versati prima del lockdown è limitata ai casi di pagamento anticipato di diversi canoni. Nell’usufrutto, invece, il pagamento anticipato è insito nel contratto cosicché potrebbe accadere che contratti stipulati anche diversi anni fa possano fruire del bonus se ancora in essere nel 2020.

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