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Credito alla ricerca e conti portabili

La buona notizia per le imprese è che ricompare il credito d’imposta per la ricerca. Il taglio della bolletta energetica da 2-3 miliardi resta invece congelato, le coperture finora trovate non hanno convinto l’Economia. Ma una soluzione su questa misura su cui spinge molto il ministro dello Sviluppo economico Zanonato si proverà a trovarla in extremis prima di domani, quando il disegno di legge collegato alla stabilità «in materia di sviluppo economico e semplificazione» è atteso in Consiglio dei ministri.
Ieri il pacchetto di misure su cui ha lavorato lo Sviluppo economico (prima chiamato «Destinazione Italia» o «Fare 2» quando si ipotizzava ancora un decreto, si veda Il Sole 24 Ore di ieri) è passato al vaglio dei tecnici in una lunga riunione che sostanzialmente ha licenziato il testo a cui in extremis sono state aggiunte alcune misure. Come l’estinzione e la portabilità del conto corrente bancario che in pratica estende l’applicabilità del diritto di recesso, senza spese aggiuntive per il cliente, anche ai conti per i quali è stato pattuito un termine a favore della banca creditrice.
Tra le altre novità dell’ultima ora c’è la possibilità di ipotecare i diritti edificatori come garanzia per i prestiti, una misura pensata per aiutare le imprese di costruzione strozzate dal credit crunch. Snellita poi la procedura per l’acquisizione della personalità giuridica delle Srl, anticipata al momento della stipula dell’atto costitutivo, piuttosto che all’iscrizione nel registro delle imprese. Infine nel Ddl sullo sviluppo collegato alla stabilità è apparso anche il pacchetto di misure per contrastare la crisi del comparto editoriale (come l’Iva ridotta al 10% per gli abbonamenti online).
Come detto, uno dei pilastri del testo è il bonus ricerca, in un formato “light”. Sarà riconosciuto alle imprese – tramite piattaforma elettronica – un bonus pari al 50% delle spese incrementali rispetto all’anno precedente, con un’agevolazione massima di 2,5 milioni e una soglia minima di 50mila euro. Per ciascuna annualità dal 2014 al 2016 è previsto il riconoscimento di crediti d’imposta per un ammontare massimo di 200 milioni (utilizzando risorse dei fondi Ue 2014-2020). Crediti d’imposta sono previsti anche per le aziende coinvolte in accordi di programma per la bonifica e la riconversione industriale di siti inquinati di interesse nazionale.
L’altro pilastro del provvedimento resta quello che punta a favorire l’afflusso di liquidità alle imprese, comprese le Pmi, mediante canali alternativi al credito bancario: si va dall’estensione del privilegio speciale sui beni mobili destinati all’esercizio d’impresa anche a garanzia di obbligazioni e mini-bond (una alternativa a ipoteche e pegno) alle norme per agevolare le cartolarizzazioni. Tra le altre misure ci sono le semplificazioni per ampliare il mercato delle società di investimento immobiliare quotate e il rifinanziamento per 22,6 milioni nel 2014 dell’attività dell’Agenzia Ice a supporto del commercio estero e un voucher di importo massimo di 10mila euro per le micro e piccole imprese che acquistano software, hardware o si mettono in rete con la banda larga. Nella bozza del Ddl compaiono anche misure per il carbone pulito e la razionalizzazione delle reti carburanti (con il taglio di 5mila impianti) e l’idea di varare ogni anno un programma nazionale di politica industriale.
Infine il «collegato» punta a promuovere da una parte mutui agevolati per microimprese di giovani e donne e dall’altra grandi progetti d’innovazione attraverso una garanzia statale su finanziamenti da parte della Bei. Il Fondo di garanzia dedicato avrebbe una dote iniziale di 100 milioni, integrabili con altri 150 milioni.

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