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Il credito al consumo tiene

Brusca frenata per i mutui immobiliari mentre aumentano i crediti al consumo per le famiglie. Questo è il quadro generale sull’andamento 2018/2019 dei flussi di denaro, realizzato da Assofin (associazione dei principali operatori, bancari e finanziari, del credito al consumo e immobiliare) e dalle società di consulenza finanziaria Crif e Prometeia, in occasione della 46ª edizione dell’osservatorio congiunto dai tre partner sul credito al dettaglio. Per quanto riguarda le stime sul triennio 2019-2021, complice il rallentamento della spesa delle famiglie, in particolare per i consumi di beni durevoli, e gli effetti legati alla perdita di valore della ricchezza finanziaria, secondo gli analisti assisteremo a un rallentamento della domanda per l’anno in corso e una relativa cautela nelle politiche di offerta. Mentre il miglioramento delle condizioni finanziarie delle famiglie, stimato per i prossimi due anni, tenderà a far aumentare il ricorso al credito sia a breve che a medio lungo termine. In particolare, secondo i ricercatori, si deduce dagli ultimi dati come le erogazioni di credito al consumo siano aumentate nel 2018 del 6,3%, con un trend in netta crescita confermato nei primi tre mesi del 2019 (+9,4%) sebbene su ritmi più contenuti degli ultimi due anni, sostenute dai finanziamenti finalizzati. Il comparto mutui invece, dopo la chiusura positiva del 2018, cala del 2% nel primo trimestre 2019 dopo cinque anni di crescita sostenuta e tornano a contrarsi in modo deciso le surroghe (-27,3%). Il livello di rischiosità del credito, invece, risulta in ulteriore miglioramento posizionandosi ai minimi storici. Da qui le previsioni realizzate dagli analisti, che indicano per quest’anno un trend di crescita sia per i flussi di credito al consumo sia per i mutui, seppur a ritmi contenuti, aspettando invece una domanda più consistente nel prossimo anno.Scendendo nello specifico, sui canali seguiti dai crediti al consumo fanno da traino gli sportelli delle banche generaliste, grazie alla loro capillarità sul territorio e al numero sempre maggiore di partnership e convenzioni con le istituzioni finanziarie specializzate. Il canale web, invece, veicola ancora una quota piuttosto contenuta di erogazioni. Sulle finalità di acquisizione dei finanziamenti l’acquisto di auto e moto erogati presso i concessionari ha chiuso il 2018 ancora con una buona crescita (+9,3%) che è proseguita nel primo trimestre 2019 (+11,6%), in un contesto di ripresa delle immatricolazioni di auto nuove da parte di soggetti privati. Anche i finanziamenti finalizzati all’acquisto di altri beni e servizi hanno evidenziato una crescita a doppia cifra nel 2018, che mantiene lo stesso ritmo anche nei primi tre mesi del 2019 (+12,1%). A spingere l’intero comparto è stata la ripresa dei finanziamenti destinati all’acquisto di elettrodomestici e di prodotti legati all’elettronica, grazie anche a nuovi accordi tra gli enti eroganti e i dealer (nella forma di linee di credito rateali/rotative e promozioni) e del buon recupero delle vendite di alcune tipologie di prodotti (in particolare del comparto telefonia e dei dispositivi smart per la casa). I prestiti personali, dopo tre anni di crescita a doppia cifra (con una media del 14%), registrano un deciso rallentamento nel 2018 (+5%), che riflette il modesto incremento della componente di nuovi prestiti. Le operazioni di refinance (cioè contratti erogati per sostituire prestiti già esistenti al fine di rifinanziare il debito a condizioni più convenienti) hanno evidenziato una performance più dinamica grazie anche alla vivace concorrenza tra gli istituti eroganti. Lo scorso anno i finanziamenti contro cessione del quinto dello stipendio/pensione hanno registrato una crescita del 4,6%, sostanzialmente in linea con quella dell’anno precedente ma al di sotto di quella del credito al consumo nel suo complesso. Infine, le erogazioni via carte opzione/rateali hanno rallentato il ritmo di crescita sia nel 2018 sia nei primi tre mesi del 2019 (+3,5%). L’evoluzione complessiva riflette quella delle carte opzione, la tipologia prevalente, che tuttavia è utilizzata frequentemente in modalità a saldo. E se il credito al consumo registra una vivacità interessante si restringe il cerchio sui mutui immobiliari, dove il -2% fa pendant con il -27,3% sui mutui di surroga nel primo trimestre 2019, essendo ormai esiguo il numero di contratti in corso per i quali l’operazione potrebbe risultare ancora conveniente. E sempre secondo le previsioni dei ricercatori sulla rischiosità del credito alle famiglie, considerando le prospettive di una tenue crescita economica, favoriranno un ulteriore miglioramento della qualità del credito, anche grazie alla prosecuzione delle cessioni di crediti deteriorati sul mercato. Infine il livello dei tassi di interesse di mercato monetario, che rimarrà in territorio negativo ancora per tutto il 2020, contribuirà a contenere gli oneri sul debito a carico delle famiglie favorendo, quindi, la sostenibilità delle rate.

Francesco Barresi

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