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Credito al consumo blindato

Un numero telefonico e un indirizzo e-mail per segnalare le frodi, subite o temute, con furto di identità. È uno dei sistemi per prevenire le frodi con lo scambio dei dati che identificano il consumatore.

È stato, infatti, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 150 del 1° luglio 2014, il decreto n. 95 del 19 maggio 2014, del Ministero dell’economia e delle finanze (Mef), che scrive le norme regolamentari attuative del dlgs 141/2010 in materia di frodi nel settore del credito al consumo perpetrati con furti di identità.

In sostanza si chiede un finanziamento o una dilazione di pagamento o un’altra agevolazione finanziaria e ci si spaccia per qualcun altro. Alla tutela penale si affianca il sistema di prevenzione che consente a banche, intermediari, assicurazioni e operatori di telecomunicazioni di chiedere l’incrocio dei dati dichiarati nel corso di una operazione finanziaria o assicurativa e verificare l’effettiva identità del consumatore.

Furto d’identità. Il furto d’identità è definito dal dlgs 141/2010 e si distingue in impersonificazione totale e impersonificazione parziale. La prima si ha con l’occultamento totale della propria identità mediante l’utilizzo indebito di dati relativi all’identità e al reddito di un altro soggetto. L’impersonificazione può riguardare l’utilizzo indebito di dati riferibili sia a un soggetto in vita sia a un soggetto deceduto. L’impersonificazione parziale si verifica con l’occultamento parziale della propria identità mediante l’impiego, in forma combinata, di dati relativi alla propria persona e l’utilizzo indebito di dati relativi a un altro soggetto.

Il sistema. Il sistema di prevenzione delle frodi si muove intorno a un data base, di cui è titolare il Mef, che consente di verificare i dati sull’identità di chi sta acquistando un bene di consumo, magari sottoscrivendo una richiesta di finanziamento.

L’obiettivo è di combattere le frodi nel settore del credito al consumo e dei pagamenti dilazionati o differiti, con specifico riferimento al furto di identità.

L’archivio è gestito dalla Consap. Partecipano al sistema di prevenzione delle frodi alcuni soggetti che sono chiamati aderenti diretti e altri che, invece, sono chiamati aderenti indiretti. La differenza tra le due categorie riguarda anche il livello di consultazione dell’archivio.

Sono aderenti diretti le banche e gli intermediari finanziari, i fornitori di servizi di comunicazione elettronica, i fornitori di servizi interattivi associati o di servizi di accesso condizionato e le imprese di assicurazione.

Sono aderenti indiretti i gestori di sistemi di informazioni creditizie e le imprese che offrono servizi assimilabili di prevenzione frodi.

Nella terminologia del decreto si distinguono i dati, che identificano il consumatore, oggetto delle verifiche incrociate, e le informazioni, e cioè le segnalazioni su frodi o rischi di frode.

 

Servizio di segnalazione. Il sistema non riguarda solo le imprese, ma viene messo a disposizione dei consumatori. Il decreto, infatti, istituisce un servizio gratuito, telefonico e telematico per ricevere le segnalazioni dei soggetti che hanno subito o temono di aver subito frodi con di furto di identità.

Le segnalazioni seguono un format in cui si inseriscono data della segnalazione; elementi identificativi del soggetto segnalante; descrizione della tipologia di frode subita; copia della denuncia rilasciata dall’autorità giudiziaria.

L’ente gestore (Consap) verifica la completezza delle segnalazioni e le carica nell’archivio, in cui rimangono iscritte nell’archivio per tre anni dalla data di ricevimento.

La consultazione delle segnalazioni da parte degli aderenti diretti al sistema (banche, finanziarie, operatori di telecomunicazione, assicurazioni) non richiede la preventiva autorizzazione del ministero dell’economia e finanze. Le segnalazioni relative ai soggetti che temono di aver subito frodi non sono iscritte nell’archivio. Consap fornirà un’informativa al soggetto interessato relativamente alle amministrazioni pubbliche e agli enti, pubblici e privati presso i quali rivolgersi, al fine di prevenire furti di identità.

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