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Credito agevolato, i tassi scendono a quota 2,78%

Ancora una diminuzione ad ottobre per il tasso di riferimento per il credito agevolato ad industria, commercio, artigianato, editoria, industria tessile e zone sinistrate del Vajont (settore industriale), la cui misura in vigore dal primo del mese si porta sul valore di 2,78% con un nuovo decremento dello 0,10% rispetto al 2,88% in vigore lo scorso agosto.
A seguito di questa evoluzione, come accaduto negli ultimi mesi, viene così nuovamente stabilito il nuovo livello minimo assoluto del parametro; considerando la presente variazione si tratta dell’ottava diminuzione consecutiva che si registra nei valori dell’indicatore. Rammentiamo che prima della serie di ribassi in corso il precedente limite minimo risaliva ai mesi di agosto e novembre del 2005, quando il valore del tasso di riferimento era al 3,95%, in conseguenza si mantengono sui livelli minimi assoluti anche i valori dei tassi agevolati delle leggi che dipendono dal tasso di riferimento nazionale.
Prosegue anche questo mese il periodo di stabilità per quanto riguarda il tasso di riferimento comunitario da applicare per le operazioni di attualizzazione e rivalutazione per concessione di incentivi a favore delle imprese.
Il valore di questo indicatore resta infatti fissato dal primo gennaio scorso sul valore di 1,53% (0,53 tasso base maggiorato di 100 punti) con un decremento dello 0,03% rispetto al valore di 1,56% in vigore in precedenza.
A seguito di questa evoluzione fanno segnalare una prolungata stabilità anche tutti i tassi agevolati collegati a questo indicatore, tra i quali quelli relativi ai parametri per la legge 1329del 1965 (della Sabatini) e alla legge 598 del 1994, le cui misure dipendono direttamente dal valore del tasso di attualizzazione comunitario.
Nuova diminuzione per il tasso di sconto comunitario dopo un periodo di stabilità che perdurava dall’11 giugno 2014 la Banca centrale europea ha infatti variato dello 0,10% il livello del tasso minimo di offerta sulle operazioni di rifinanziamento principali dell’Eurosistema, con validità a partire dall’operazione con regolamento 10 settembre 2014, fissando il valore del parametro allo 0,05% rispetto alla precedente misura dell0 0,15% con una diminuzione complessiva dello 0,10 per cento.
Si rileva una nuova impennata nella tendenza alla diminuzione nell’evoluzione dei valori dei rendimenti effettivi lordi dei titoli pubblici avviatasi ormai da alcuni mesi. Il dato per agosto 2014 del Rendistato si fissa all’1,838% con una variazione in diminuzione pari allo 0,104%, rispetto al valore di 1,942% fatto segnare a luglio.
Rammentiamo che all’andamento del Rendistato è direttamente legato il valore del tasso di riferimento di cui rappresenta la componente variabile, unitamente al valore della commissione onnicomprensiva a favore degli istituti di credito che, al contrario, resta fissa per tutto l’anno.
In merito agli indicatori finanziari nazionali si rafforza a settembre la tendenza alla diminuzione nell’evoluzione dei valori medi mensili dell’Euribor che già aveva caratterizzato la parte iniziale dell’anno.
Dopo un’interruzione di un paio di mesi si registra infatti una nuova diminuzione rispetto ai valori già segnalati ad agosto, anche se con variazioni sempre di entità piuttosto limitata; le misure medie mensili relative all’Euribor (Euro interbank offered rate) tre mesi, tasso di riferimento per il mercato interbancario si attestano infatti sul valore di 0,105% a fronte del precedente 0,196% con una variazione dello 0,091% per l’indicatore a base 360; sul valore di 0,106% a fronte dello 0,199% con una analoga variazione dello 0,093 % per l’indicatore a base 365.

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