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Credito, 5,5 mld alle pmi

Sono in arrivo 5,5 miliardi di euro freschi per finanziare investimenti, capitale circolante e per il rafforzamento patrimoniale delle pmi italiane. Le banche saranno obbligate ad evidenziare il vantaggio ottenuto dalle imprese che aderiscono all’iniziativa.

L’accordo sul credito raggiunto da Abi e Associazioni delle Imprese (si veda ItaliaOggi di ieri) promuove un plafond totale da 10 miliardi di euro a favore delle imprese, che includerà anche i circa 4,5 miliardi di euro non utilizzati sul plafond scaduto al 31 marzo 2015. Il nuovo plafond potrà contare su tre strumenti a propria disposizione: finanziamenti a sostegno degli investimenti, finanziamenti per il capitale circolante e finanziamenti per il rafforzamento patrimoniale.

Le banche potranno sfruttare il plafond anche per concedere finanziamenti agevolati sulla base della c.d. Nuova Sabatini. I finanziamenti potranno essere anche accompagnati da garanzie pubbliche e, in questo caso, consentiranno di ridurre ulteriormente il tasso applicato. Per l’operatività dell’accordo è necessario attendere l’adesione da parte delle banche.

Sostegno a investimenti, anche già avviati. Le imprese potranno richiedere finanziamenti a sostegno di tutti gli investimenti in beni materiali e immateriali strumentali all’attività d’impresa, diversi da quelli alla cui produzione o scambio è diretta l’attività d’impresa stessa.

Potranno essere oggetto di finanziamento anche gli investimenti avviati nei 6 mesi precedenti al momento di presentazione della domanda, così come quelli ancora da effettuare. Il plafond permetterà inoltre di optare anche per la forma del leasing. Grazie a quanto previsto dall’articolo 8 del decreto-legge 24 gennaio, 2015, n. 3, il plafond «Imprese in Sviluppo» potrà essere utilizzato anche per il finanziamento degli investimenti in beni strumentali agevolabili ai sensi della Nuova Sabatini.

Possibile finanziare il capitale circolante. Grazie all’accordo, le imprese potranno richiedere finanziamenti a sostegno dell’incremento del capitale circolante necessario a rendere operativi gli investimenti realizzati o in corso di realizzazione, nonché della capacità operativa necessaria a far fronte a nuovi ordinativi. Questi finanziamenti saranno rilasciati alle medesime condizioni previste per i finanziamenti a fronte di investimenti.

Supporto alla patrimonializzazione. La terza opzione per le imprese, in questo caso solo se costituite in forma di società di capitali, è quella di richiedere un finanziamento di importo proporzionale all’aumento dei mezzi propri realizzati dalle imprese medesime, per finalità di sviluppo imprenditoriale. Questa apposita sezione si affianca alle agevolazioni fiscali previste dal decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, in particolare l’aiuto alla crescita economica (Ace).

Tassi competitivi, ma con la garanzia si riducono ulteriormente. I finanziamento sul plafond «Imprese in Sviluppo» saranno concessi utilizzando la provvista acquisita dalla Bce o dalla Cdp ovvero attraverso altri canali di finanziamento particolarmente competitivi. Grazie a questi canali, i finanziamenti potranno essere concessi a condizioni particolarmente vantaggiose.

La qualità dell’impresa e del progetto di investimento incideranno sullo spread che dovrà essere sommato al costo della provvista per la banca per ottenere il tasso d’interesse applicabile al finanziamento.

L’accordo prevede esplicitamente che i finanziamenti potranno essere accompagnati da garanzie rilasciate dal Fondo di garanzia per le pmi, dell’Ismea o della Sace, nonché da Confidi o altri organismi analoghi. Questa disposizione assume ancor più valore per il fatto che la banca dovrà mettere in evidenza la riduzione del tasso di interesse resa possibile dalla presenza di tali garanzie.

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