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Credito 15% a media variabile

La media degli investimenti eseguiti nei periodi d’imposta precedenti è variabile in funzione dell’anzianità dell’attività d’impresa ed è assente per coloro che hanno avviato l’attività dopo il 25 giugno 2014. Si ricorda brevemente che l’art. 18, co. 1, del dl 91/2014 consente ai soggetti titolari di reddito d’impresa di fruire di un credito d’imposta del 15% sull’acquisto di beni strumentali nuovi, compresi nella divisione 28 della tabella Ateco 2007, effettuati nel periodo 25 giugno 2014 – 30 giugno 2015, in eccedenza rispetto alla media degli investimenti eseguiti, per i medesimi beni, nei cinque periodi d’imposta precedenti, con facoltà di escludere dal calcolo di tale media il periodo in cui gli investimenti sono stati maggiori. Quanto descritto riguarda la regola generale della norma, applicabile alle imprese che alla data di entrata in vigore dell’art. 18 (25 giugno 2014) presentano almeno cinque periodi d’imposta pregressi per il calcolo della media rispetto al periodo d’imposta agevolato in cui sono effettuati gli investimenti. In particolare, limitando l’analisi alle imprese che hanno il periodo d’imposta coincidente con l’anno solare, il quinquennio per la determinazione della media è differente in quanto:

– per gli acquisti eseguiti nel periodo 25 giugno 2014 – 31 dicembre 2014, si deve aver riguardo alla media degli investimenti eseguiti nel quinquennio 2009 – 2013 (cinque periodi d’imposta precedenti rispetto al 2014);

– per gli investimenti eseguiti nel periodo 1 gennaio 2015 – 30 giugno 2015, si deve aver riguardo alla media degli investimenti eseguiti nel quinquennio 2010 – 2014 (cinque periodi d’imposta precedenti rispetto al 2015).

Il successivo co. 2 dell’art. 18 contiene importanti disposizioni relativamente alle imprese che sono in attività da meno di cinque anni alla data del 25 giugno 2014, nonché per le imprese costituite successivamente alla predetta data. Più in particolare, per i soggetti rientranti nella prima fattispecie, si prevede che “la media degli investimenti in beni strumentali nuovi compresi nella divisione 28 della tabella ATECO da considerare è quella risultante dagli investimenti realizzati nei periodi d’imposta precedenti a quello in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto-legge o a quello successivo, con facoltà di escludere dal calcolo della media il periodo in cui l’investimento è stato maggiore”. In buona sostanza, il meccanismo è analogo a quello già previsto per le imprese in attività da oltre cinque anni alla data del 25 giugno 2014, con l’ovvia differenza che la media è calcolata in un arco temporale inferiore al quinquennio, ferma restando la possibilità di escludere da tale media il periodo d’imposta in cui gli investimenti sono stati più elevati. Ad esempio, si consideri un’impresa costituita nel corso del 2013, per la quale la media degli investimenti pregressi è la seguente:

– periodo d’imposta 2013 per gli investimenti eseguiti nel 2014 (dal 25 giugno al 31 dicembre);

– periodi d’imposta 2013 e 2014 per gli investimenti eseguiti nel 2015 (dal 1° gennaio al 30 giugno).

Per quanto riguarda il calcolo del credito d’imposta per il 2014, è opportuno osservare che la facoltà di escludere dalla media pregressa il periodo d’imposta in cui gli investimenti sono stati maggiori consente di “eliminare” di fatto il peso degli investimenti pregressi, poichè l’unica annualità che fa parte della media è costituita dal 2013, con conseguente conteggio del credito d’imposta pari al 15% degli investimenti in beni agevolabili effettuati dal 25 giugno al 31 dicembre 2014.

Relativamente alle imprese costituite successivamente al 25 giugno 2014, lo stesso co. 2 dell’art. 18 dispone che “il credito d’imposta si applica con riguardo al valore complessivo degli investimenti realizzati in ciascun periodo d’imposta”. Per tali imprese, quindi, non sussiste in alcun caso una media pregressa, nemmeno per quelle costituitesi nel 2015 (fino al 30 giugno ovviamente), poiché si deve aver riguardo in ogni caso al (solo) valore degli investimenti effettuati in beni nuovi agevolabili.

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