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Crediti tributari, nuovi privilegi

di Andrea Bongi

Nuovi privilegi per i crediti tributari: per i fallimenti già aperti Equitalia pensa all'insinuazione tardiva. Sembra essere infatti questo l'unico strumento giuridicamente attuabile per trasformare precedenti insinuazioni al passivo fallimentare ed ottenere il riconoscimento a posteriori dei nuovi e più ampi privilegi riconosciuti dal dl 98/2011.

Il problema del riconoscimento a posteriori dei nuovi e più ampi privilegi che assistono i crediti tributari, sorge per il semplice fatto che le disposizioni contenute nei commi 37 e 38 dell'articolo 23 del dl 98/2011 prevedono espressamente la retroattività di tali privilegi anche ai crediti sorti anteriormente alla data di entrata in vigore delle nuove disposizioni che hanno modificato il codice civile.

La situazione attuale è dunque la seguente: per le nuove insinuazioni al passivo fallimentare dei crediti tributari Equitalia invocherà, fin da subito, i nuovi privilegi riconosciuti ai crediti tributari dalle disposizioni novellate degli articoli 2752 e 2776 del codice civile, mentre per le insinuazioni già effettuate, dovrà valutare la presentazione di una domanda di riconoscimento tardivo dei nuovi privilegi. Si tratterebbe di chiedere agli organi della procedura, curatore fallimentare e giudice delegato, la trasformazione in crediti privilegiati di importi precedentemente ammessi al passivo senza tale connotazione.

Il rimedio della domanda di riconoscimento tardivo di crediti già insinuati al passivo, troverebbe conferma, si legge nella recente direttiva di gruppo n.29/2011, in una pronuncia della Corte di cassazione (n.235 del 1980) secondo la quale è possibile esperire l'insinuazione tardiva per il mero esercizio di un privilegio riconosciuto da una disposizione di legge sopravvenuta rispetto all'epoca della prima insinuazione al passivo fallimentare.

Se Equitalia deciderà di proseguire nella via delle insinuazioni tardive di crediti ex articolo 101 legge fallimentare per il riconoscimento dello status di crediti privilegiati ai crediti già insinuati nei passivi fallimentari aperti alla data di entrata in vigore della manovra correttiva, i curatori fallimentari dovranno attendersi una mole di lavoro aggiuntiva di non poco conto. È infatti difficile pensare a procedure fallimentari che non abbiano al loro passivo insinuazioni dell'agente della riscossione per crediti tributari oggetto della revisione della natura privilegiata operata dal dl 98/2011 (in genere tutti i crediti erariali per imposte e sanzioni).

Oltre al lavoro per i curatori e in genere per la giustizia civile preposta al diritto fallimentare (giudice delegato, cancellerie fallimentari), non deve essere sottovalutata la contrapposta tutela dei creditori che verrebbero a essere postergati nelle loro ragioni creditizie per effetto del riconoscimento tardivo del rango privilegiato di crediti precedentemente ammessi.

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