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Crediti, tasso globale in evidenza

Tassi di interesse chiari ed evidenti, precisando se fissi o variabili. Dettagli sulle commissioni applicate e sul tasso annuo effettivo globale (Taeg) che dovrà esser posto in evidenza. Finanziatori e intermediari del credito dovranno quindi formulare un quadro delle condizioni di concessione del prestito completo e senza margini di variabilità eccessivi. Professionisti, questi ultimi, a cui si affiancherà la figura del «consulente del credito», totalmente indipendente dagli intermediari e operante in condizioni di imparzialità. Sono questi alcuni dei punti focali contenuti nel decreto legislativo approvato in via preliminare dal Consiglio dei ministri lo scorso 20 gennaio. Tramite quest’ultimo, che recepisce la direttiva 2014/17/Ue relativa ai contratti di credito ai consumatori per beni immobili residenziali, nonché modifiche della disciplina degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi, il legislatore europeo ha reso più chiara la stipula di rapporti finanziari, scremandoli delle informazioni fuorvianti e poco chiare e imponendo parametri più stringenti. Ne è esempio un margine di manovra più ampio per il sottoscrittore, che avrà almeno sette giorni di tempo per confrontare diverse offerte di credito sul mercato. Oltre ai principi generali di correttezza, chiarezza e non ingannevolezza, gli annunci pubblicitari non dovranno quindi infondere nel consumatore false aspettative sulla disponibilità o il costo del credito. Nel caso del credito in valuta, un nuovo limite in termini di informazione dovrà essere poi fornito in sede di variazione del 20% dell’importo totale del credito (legato a un tasso di cambio poco favorevole), che il consumatore potrà convertire seduta stante. Rigore anche in materia di pratiche commerciali abbinate, con il dlgs che vieta l’offerta di contratti di credito contenuti in pacchetti (per esempio, mutuo immobiliare più assicurazione vita) qualora il contratto stesso non sia disponibile e valutabile separatamente. Spetterà al finanziatore o all’intermediario del credito il dovere di svolgere una valutazione approfondita del merito creditizio del consumatore, da effettuarsi: in primis, per valutare le prospettive di adempimento dello stesso; in secundis, per selezionare il prodotto che più si confà al suo status e ai suoi bisogni. Sarà infine Bankitalia a prescrivere standard di correttezza per i finanziatori nel gestire situazioni di difficoltà del debitore. Il finanziatore in tal senso non potrà imporre oneri derivanti dall’inadempimento superiori a quelli necessari a compensare i costi sostenuti a causa dello stesso.

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