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Crediti R&S alert di frode

L’anomalo utilizzo del credito d’imposta per investimenti in ricerca e sviluppo o l’elevata incidenza dei relativi oneri rispetto ad acquisti, volume d’affari e costo del lavoro, così come la repentina crescita dei crediti d’imposta nel corso degli anni, sono «segnali» potenzialmente indicativi di frode fiscale. Lo ha chiarito il Comando generale della Guardia di finanza con la circolare 10419 del 28 luglio 2021 (si veda ItaliaOggi del 30 luglio 2021) con cui sono state fornite le precisazioni in merito all’attività di controllo nei confronti delle imprese che hanno fino ad oggi fruito del credito d’imposta per l’attività di ricerca e sviluppo. L’obiettivo è della Gdf è verificare la spettanza e/o la legittimità dei bonus fiscali utilizzati in compensazione. Gli approfondimenti sull’ammissibilità, sull’effettività e sull’inerenza dei costi che hanno concorso alla determinazione del credito d’imposta riguarderanno non solo le imprese ma anche i revisori contabili e i collegi sindacali i quali hanno certificato che l’attività di ricerca e sviluppo, al fine dell’agevolazione in questione, è stata correttamente svolta. Nel ricordare che le imprese beneficiarie sono tenute a conservare tutta la documentazione utile a dimostrare l’ammissibilità al credito d’imposta, la circolare ha inoltre sottolineato che nel caso in cui si rendano necessarie valutazioni di carattere squisitamente tecnico, può essere richiesto un parere al Ministero dello sviluppo economico in ordine all’ammissibilità di specifiche attività, ovvero alla pertinenza e congruità delle spese sostenute dalle imprese beneficiarie.

L’incoerenza nelle dichiarazioni Iva

La circolare della Gdf sottolinea che l’attività dei reparti del Corpo deve essere indirizzata sui contribuenti connotati da chiari ed evidenti indici di anomalia, potenzialmente indicativi del coinvolgimento in meccanismi di frode tra cui, in particolare, l’incoerenza tra i dati indicati nelle dichiarazioni Iva e i dati fattura trasmessi negli anni d’imposta a cui fanno riferimento i crediti d’imposta compensati. Altri segnali di «allarme» possono ravvedersi nella particolare e anomala rilevanza degli oneri per ricerca e sviluppo rispetto a parametri fiscali, quali volume d’affari, acquisti imponibili, ricavi e costo del lavoro. Agli indici di anomalia può aggiungersi anche l’elevata incidenza dei crediti per ricerca e sviluppo rispetto all’ammontare complessivo delle compensazioni esposte in ciascun anno, nonché la repentina crescita dei crediti d’imposta nel corso degli anni e il ricorso in anni precedenti a compensazione mediante accollo.

Il Mise e l’Agenzia delle entrate

Dopo lo svolgimento da parte dei Reparti operanti, di ogni utile approfondimento sull’ammissibilità, effettività e inerenza dei costi che hanno concorso alla determinazione del credito d’imposta, nei casi dubbi la Gdf instaurerà un coordinamento tecnico-operativo con le direzioni provinciali o regionali dell’Agenzia delle entrate. Qualora, all’esito di tale coordinamento, emerga l’effettiva indispensabilità del parere del Mise per la sostenibilità dei rilievi, potrà essere interessata la Direzione generale per la politica industriale, la competitività e le Pmi. Resta pertanto inteso che l’acquisizione di valutazioni di carattere squisitamente tecnico dal Mise deve porsi come evenienza residuale, da riservare solo ai casi di obiettiva incertezza e complessità della fattispecie esaminata, come ad esempio, nel caso della valutazione tecnica inerente le «novità» risultanti dall’attività di ricerca e sviluppo rispetto al mercato di riferimento o nel caso di dover verificare il grado di significatività dei miglioramenti apportati ai beni già realizzati dall’impresa ai fini della distinzione rispetto alle modifiche di routine o di normale sviluppo del prodotto. Altri casi degni di approfondimento potrebbero riguardare la concreta distinzione dei lavori di ricerca e sviluppo rispetto alle ordinarie attività dell’impresa, quali la progettazione industriale o la produzione «personalizzata» di beni o servizi su specifico ordine.

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