Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

«Crediti Pa, pochi 30 miliardi»

Uno sguardo alla Ue, che deve andare avanti e realizzare gli Stati Uniti d’Europa, e uno all’Italia. Dove la crescita deve essere l’imperativo: «Il nostro paese sta soffrendo di bassa crescita perché è difficile fare impresa». Giorgio Squinzi insiste su questo tasto: le imprese si devono modernizzare, globalizzare. «Ma c’è bisogno di maggior sostegno da parte del governo». Il ministro dello Sviluppo, Corrado Passera, sta lavorando a provvedimenti per lo sviluppo: «Ne abbiamo parlato, mi auguro ci sia qualcosa di vero per la ricerca che è il punto chiave, con una fiscalità di scopo decisa», ha detto il presidente di Confindustria. Resta aperto il problema «drammatico» dei crediti delle imprese verso la Pa: «Il primo intervento da 30 miliardi non è sufficiente, la cifra di cui si parla è 90 miliardi, ma credo che sia sottostimata». Va inoltre recepita al più presto la direttiva Ue sui ritardati pagamenti: «In Francia l’accorciamento dei tempi è stato reale e così si è stimolata l’economia. Da noi ci sono imprese che falliscono per i crediti», ha detto, sottolineando che bisogna arginare «l’emorragia di imprese».
Ma non basta, ha detto Squinzi, parlando in mattinata all’Assemblea degli industriali di Varese e poi nel pomeriggio a quella per i 100 anni dell’associazione degli imprenditori di Prato: bisogna intervenire sulla semplificazione burocratica, che blocca gli investimenti, puntare ad un fisco «stabile e chiaro». Il governo deve andare avanti sulla spending review «facendo tutto il possibile, per evitare che il carico fiscale sia troppo elevato per imprese e cittadini. I 4,2 miliardi sono solo l’inizio, mi aspetto molto di più». È dalla riduzione della spesa pubblica che devono arrivare le risorse per far calare le tasse su imprese e lavoratori. E su questo obiettivo ci possono essere «punti di contatto» con la Cgil, ha detto ieri Squinzi, rispondendo a chi gli chiedeva un commento sulle parole del leader, Susanna Camusso, e cioè meno tasse per migliorare il mercato del lavoro. «Ritengo che lo scontro non porti vantaggi, ho rinnovato 6 contratti da presidente di Federchimica senza un’ora di sciopero. Dialogo con tutti e sono pronto ad incontrare al più presto tutti i sindacati», ha detto Squinzi. Ipotesi subito giudicata un’«ottima idea» dalla Camusso.
Se da una parte l’Italia deve agire, all’altra anche l’Europa deve lavorare per superare i ritardi: «C’è bisogno di un’Europa più unita, con una Bce forte, una politica del welfare, fisco, infrastrutture ed energia comune». Quanto alla Grecia, «la sua uscita causerebbe onde importanti pericolosissime per tutti. È un’ipotesi che non voglio nemmeno prendere in considerazione». E Squinzi si è soffermato sulla finanza: «Se la speculazione internazionale vuole attaccare un paese, non ci sarà nessuno capace di resistere: Spagna, Grecia, Italia. Come Europa dobbiamo essere compatti e dare un segnale forte ai mercati finanziari».
Tra i grandi temi da affrontare, c’è anche il divario Nord Sud. Se il Sud deve recuperare terreno, Squinzi ha sottolineato la questione settentrionale: «È assurdo pensare ad un livellamento verso il basso. Il problema del Mezzogiorno si può affrontare e risolvere con successo però dobbiamo legarlo ai problemi e ai cambiamenti che ci sono al Nord. È la parte che anticipa il processo ed ora sconta il fatto che in Italia non è stata fatta politica industriale». È al Nord, ha continuato «che si gioca una parte del nostro futuro e del nostro manifatturiero».

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Un voluminoso dossier, quasi 100 pagine, per l’offerta sull’88% di Aspi. Il documento verrà ana...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La ripresa dell’economia americana è così vigorosa che resuscita una paura quasi dimenticata: l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ancora prima che l’offerta di Cdp e dei fondi per l’88% di Autostrade per l’Italia arrivi sul ...

Oggi sulla stampa