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Crediti Pa «doc» per la cessione

Il prossimo 31 ottobre scade il termine per presentare istanza di certificazione dei crediti vantati nei confronti della Pa la cui cessione è assistita da garanzia dello Stato. La Assonime (con circolare n. 31 del 20 ottobre 2014) ritorna sul punto chiarendo la procedura da seguire per la cessione dei crediti a banche e intermediari finanziari e sottolineando la particolare attrattiva data dalla presenza della garanzia dello Stato.
In base al comma 1 dell’articolo 37 del Dl 66/2014 i debiti commerciali di parte corrente vantati nei confronti delle Pa diverse dallo Stato, maturati al 31 dicembre 2013 e per i quali il creditore abbia presentato istanza di certificazione entro il 31 ottobre 2014 sono assistiti dalla garanzia dello Stato dall’effettuazione delle operazioni di cessione pro soluto a banche e intermediari abilitati. Sul punto vi sono stati recenti chiarimenti da parte di Assonime con la circolare n. 31 del 20 ottobre 2014 in cui viene analizzata la procedura di cessione dei crediti e la particolare attrattiva dei crediti commerciali garantiti dallo Stato.
I crediti derivanti da rapporti di somministrazione, fornitura, appalto e prestazione professionale instaurati con la Pa devono essere oggetto di certificazione tramite piattaforma elettronica predisposta dal Mef su cui i creditori devono accreditarsi. L’istanza di certificazione può essere presentata da qualsiasi società, impresa individuale, persona fisica o ente diverso da impresa che ritiene di vantare un credito commerciale non prescritto, certo, liquido ed esigibile nei confronti di una Pa.
La pubblica amministrazione che ha ricevuto istanza del creditore deve procedere, entro 30 giorni dalla ricezione e dopo avere effettuato i controlli tra cui l’esistenza di pendenze presso l’agente della Riscossione, alla certificazione del credito o a eccepirne l’inesigibilità o l’insussistenza.
Vediamo quali sono le condizioni necessarie per presentare istanza di certificazione del credito. Il campo soggettivo degli enti pubblici a cui è possibile inoltrare l’istanza di certificazione è stata ampliata con il Dl 66/2014 che ha ricomprese tra le Pa tutte quelle indicate nel Dlgs 165/2001. Ad oggi sono: le amministrazioni dello Stato centrali e periferiche, compresi istituti e scuole di ogni ordine e grado, istituzioni educative ed istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica; Regioni, Province, Comuni, Città metropolitane, Comunità montane e loro consorzi; Enti del Servizio sanitario nazionale; istituzioni universitarie, Istituti autonomi di case popolari, Camere di commercio, industria, artigianato ed agricoltura; Aran e Agenzia di cui al Dlgs 300/1999. Sono esclusi dalla richiesta di certificazione: Enti locali commissariati; Enti del Servizio sanitario nazionale delle Regioni sottoposte a piano di rientro dai disavanzi sanitari.
Non è ancora possibile includere tra i crediti certificabili quelli vantati nei confronti delle società in house anche se sono un’estensione della Pa a cui sono collegate e da cui sono controllate, come chiarito dalla Cassazione (sentenza Corte di Cassazione Sezioni unite n. 26283/2014).
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