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Crediti Iva da rottamare

Nessuna possibilità di inserire l’eccedenza di credito Iva, non rimborsata e maturata prima dell’adesione all’Iva di gruppo, nelle liquidazioni periodiche della società che l’ha maturata.

Così l’Agenzia delle entrate che, con la risoluzione n. 21/E di ieri, è intervenuta sul trattamento delle eccedenze chieste a rimborso in anni precedenti al 2008.

Il problema riguarda le società che avevano richiesto, prima del 2008 e prima del proprio ingresso nella procedura di liquidazione di gruppo, di cui all’ultimo comma, dell’art. 73, dpr 633/1972, il rimborso dell’eccedenza del credito Iva, denegato da parte dell’ufficio, per carenza dei presupposti indicati dagli artt. 30 e 38-bis del medesimo decreto Iva.

Si chiedeva se fosse possibile, per le società che partecipano alla citata procedura, trasferire il credito denegato all’interno delle proprie liquidazioni periodiche e, di conseguenza, ritrasferirlo all’interno della liquidazione Iva di gruppo; questo in ossequio a quanto disposto dall’art. 1, dpr 443/1997 che consente la detrazione nelle liquidazioni successive alla notifica del provvedimento di diniego.

Il problema nasce, come evidenziato nella richiesta di chiarimento, per la presenza delle disposizioni contenute nel comma 63, dell’art. 1, legge 244/2007, le quali, modificando l’ultimo comma, dell’art. 73 del decreto Iva, con decorrenza dal 2008, hanno vietato il riversamento della propria eccedenza di credito alle società che partecipano per la prima volta alla liquidazione di gruppo del tributo.

La conseguenza è che la citata eccedenza resta «definitivamente» in carico e nella disponibilità del soggetto in capo al quale la stessa si è formata, che può utilizzarla in compensazione orizzontale o che può richiederla a rimborso, in presenza dei presupposti richiesti (risoluzioni n. 4/DPF/2008, n. 56/E/2011, n. 92/E/2010 e n. 78/E/2011).

La problematica riguarda più da vicino le eccedenze formatesi in precedenza al 2008, per le quali, pur denegate successivamente alla data di entrata in vigore della legge 244/2007, niente era stato disposto sulla possibilità o meno di un eventuale trasferimento al gruppo; sembrava, in effetti, che solo per le eccedenze a partire dal 2008, il comma 64, dell’art. 1, della legge 344/2007 avesse disposto la detta preclusione.

L’Agenzia delle entrate, pertanto, con la precisazione in commento ha evidenziato che il citato comma 64 non ha dato alcun rilievo al «periodo di maturazione» delle eccedenze ma ha solo imposto il divieto al trasferimento del credito maturato anteriormente all’ingresso nella liquidazione di gruppo, con la conseguenza che per le Entrate il blocco si rende operante «per tutte le liquidazioni Iva di gruppo effettuate a partire da tale momento, senza che assuma rilievo la circostanza che, al momento di maturazione dell’eccedenza a credito, la disposizione non era ancora entrata in vigore».

Le Entrate, stante l’obiettivo del legislatore di voler operare una separazione tra il credito Iva maturato anteriormente e quello realizzato successivamente all’ingresso di un soggetto nella liquidazione di gruppo, ritengono che l’eccedenza Iva ante 2008, maturato prima dell’ingresso nel gruppo, non può confluire nelle liquidazioni della società che l’ha maturata, finché la stessa partecipa a tale procedura, con la necessità ulteriore che lo stesso sia indicato nell’apposito rigo della dichiarazione (campo «2», rigo «VL8», Iva 2014 – anno 2013).

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