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Crediti Ires anche con controllante estera

È possibile la cessione delle eccedenze Ires anche se la capogruppo è una società non residente; i presupposti partecipativi devono sussistere fino alla presentazione della dichiarazione dei redditi del cedente. Sono queste alcune conclusioni cui si può giungere esaminando la disciplina contenuta nel Dpr 602/73, che è stata finora oggetto di rari chiarimenti ufficiali. L’articolo 43-ter del Dpr 602/73 consente la cessione infragruppo delle eccedenze dell’Ires in forma semplificata in funzione di due distinte nozioni di “gruppo”: una prima, definibile «gruppo fiscale», in quanto individuata dalla norma (fiscale) in argomento; una seconda, definibile «gruppo civile», in quanto fa rinvio alla disciplina civilistica del bilancio consolidato.
Appartengono al gruppo fiscale l’ente – commerciale e non – o società controllante e le società controllate; si considerano controllate le Spa, Sapa e Srl. le cui azioni o quote sono possedute dalla controllante, direttamente o tramite altra società controllata, per una percentuale superiore al 50% del capitale, fin dall’inizio del periodo d’imposta precedente a quello cui si riferiscono i crediti di imposta ceduti. Pertanto, ad esempio, per la cessione delle eccedenze Ires riferite all’esercizio 2012, da indicare in Unico Sc 2013, è necessario che il controllo sussista dal 1° gennaio 2011.
La norma pare applicabile anche nell’ipotesi in cui il gruppo sia individuabile in funzione di un soggetto controllante fiscalmente non residente in Italia, né quivi dotato di stabile organizzazione. In senso favorevole depone la Risoluzione 237/E /1996, in cui il Ministero ebbe ad affermare che nell’individuare il soggetto controllante, la norma fa genericamente riferimento a “società o enti”, senza ulteriori specificazioni, e ciò, si ritiene, a motivo del fatto che il soggetto controllante rileva per accertare l’unitarietà del gruppo nell’ambito del quale si effettua la cessione. La cessione dei crediti può avvenire anche qualora il controllo sia esercitato per il tramite di un società di capitali non residente, anche in un livello intermedio della catena partecipativa. Le disposizioni dell’articolo 43-ter del Dpr 602/73 si applicano, in ogni caso, alle società ed enti tenuti alla redazione del bilancio consolidato ai sensi dei Dlgs 127/91 e 87/92, e alle imprese soggette all’Ires da esse consolidate col metodo integrale (gruppo civile); poiché in tal caso non è richiesto il rispetto del requisito temporale previsto per il gruppo fiscale, in caso di cessione delle eccedenze in Unico Sc 2013, è sufficiente il consolidamento con il metodo integrale nel bilancio consolidato dell’esercizio 2012.
La redazione del bilancio consolidato deve avvenire per obbligo imposto dai citati Dlgs. In proposito, però, secondo Assonime si deve fare una distinzione nel caso in cui l’esonero dalla redazione del bilancio consolidato da parte della capogruppo italiana dipenda dal fatto che essa sia controllata da un’impresa Ue che provveda alla redazione del bilancio consolidato in base alla normativa dello Stato di appartenenza. In tale ipotesi si può infatti attribuire rilevanza, anche ai fini in questione, al bilancio consolidato redatto dal soggetto estero, considerato che esso assume piena valenza legale in Italia.
L’identificazione del gruppo civile è unicamente basata sul consolidamento delle società con il metodo integrale e, in tale senso, è utilizzabile l’elenco delle partecipazioni previsto dal Codice civile e dal Regolamento Consob n. 11971/1999 per le società quotate; è da ritenere quindi che la cessione delle eccedenze possa avvenire anche a favore della stabile organizzazione italiana di una società estera consolidata con il metodo integrale, in quanto qualificabile come «impresa» assoggettata ad Ires, nel rispetto della definizione prevista per il gruppo civile dall’articolo 43-ter.
Nell’ambito del gruppo, fiscale o civile, la cessione può avvenire tra controllante e controllata, ovvero tra due controllate, indipendentemente dalla sussistenza di una relazione partecipativa tra le due parti. La condizione di appartenenza al gruppo deve sussistere fino alla data di presentazione della dichiarazione dei redditi da parte del cedente, che è il momento in cui la cessione assume efficacia nei confronti dell’amministrazione finanziaria.

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