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Crediti fiscali, 800 milioni alle banche-ponte

Nel decreto banche ci sarà anche una norma per chiarire che 800 milioni di crediti fiscali potenziali rimasti nella quattro banche poste in risoluzione il 22 novembre scorso rientreranno negli asset delle banche-ponte e, dunque, chi le acquisterà ne potrà beneficiare in compensazione sulle future imposte da pagare. A chiarirlo è il viceministro dell’Economia, Enrico Zanetti: «Garantire il trasferimento di questi crediti fiscali potenziali alle nuove banche-ponte significa migliorane i bilanci e quindi il valore complessivo, da una parte, mentre i soggetti che acquisteranno questi istituti potranno esercitare un credito fiscale che, altrimenti, andrebbe perduto». Su questa dote, in altre parole, non c’è alcun trade off: non si tratta di risorse sottratte agli obbligazionisti subordinati per i quali, invece, è confermata la soluzione dei ristori allargati grazie a una dotazione che sale dai 100 milioni ora previsti in Stabilità a 320 milioni finanziati dal Fondo interbancario di tutela dei depositi.
I rimborsi ai 10.559 risparmiatori rimasti colpiti dalla risoluzione di Banca Marche, Banca Etruria, CariChieti e CariFerrara saranno automatici sotto una certa soglia di reddito del beneficiario e di capitale investito. In questi casi scatterebbe la presunzione legale che è stato sottoscritto un investimento senza che venissero garantiti ai clienti i requisiti informativi minimi. Sopra la soglia, invece, per accedere ai rimborsi bisognerà passare alla valutazione caso per caso con il meccanismo degli arbitrati che verrà attivato presso l’Anac. Su questo schema, che sarebbe stato concordato con la commissaria Ue alla Concorrenza, Margrethe Vestager, i tecnici dell’Economia e di palazzo Chigi stanno mettendo a punto gli ultimi dettagli, mentre è ancora in fase istruttoria la preparazione degli altri contenuti del decreto, vale a dire le misure per tagliare i tempi di recupero dei crediti in sofferenza, un insieme di interventi che dovranno sostenere l’operazione Atlante.
Il decreto dovrebbe essere varato lunedì o martedì prossimo ma secondo fonti qualificate di Governo potrebbe anche slittare alla settimana successiva. Ieri è circolata l’ipotesi di un meccanismo di garanzia tra banche e imprese con paletti a tutela delle aziende sulla scia di quelli introdotti per le famiglie con la direttiva mutui, che permetta ai creditori di prendere possesso del bene posto a garanzia in via stragiudiziale, tagliando così i tempi di recupero in maniera significativa (si dice da 4 anni a meno di 1 anno). Il tema è molto delicato e al momento se ne starebbe ancora discutendo tra Mef e ministero della Giustizia, insieme con il vaglio di altre norme contenute nel ddl delega per la riforma complessiva del diritto fallimentare da anticipare, appunto, nel decreto. In particolare, hanno spiegato diverse fonti, si starebbe valutando ancora la struttura della norma e, nel dettaglio, l’eventuale introduzione di paletti a tutela del debitore in modo che l’escussione del bene estingua il debito ma anche che al creditore, come previsto appunto per i mutui con il recente recepimento della direttiva Ue, versi al debitore l’eventuale plusvalenza realizzata vendendo il collaterale. Oltre a evitare il passaggio in tribunale, per questa via si aiuterebbe lo sblocco del mercato degli Npl, che grava sui bilanci delle banche per circa 200 miliardi di euro lordi.
Sul fronte delle nuove regole che anticiperanno il futuro Testo unico dell’insolvenza (si veda Il Sole-24 Ore di ieri) si parla tra l’altro di allargamento dei soggetti cui è attribuita l’iniziativa di dichiarazione di fallimento comprendendo anche i sindaci, i revisori, il consiglio di sorveglianza e il comitato per il controllo della gestione. Ma sarebbero in arrivo anche misure per favorire l’accesso di nuova finanza all’impresa in concordato e una riduzione dei tempi sia per la presentazione del piano di concordato “in bianco” sia nel caso di inefficacia delle ipoteche giudiziali. Infine arriverebbero nuove forme di garanzia come il pegno non possessorio e chiarimenti sulla disciplina del pignoramento presso terzi per rendere più agevole la riscossione di crediti a favore soprattutto dei soggetti maggiormente esposti.

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