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Crediti e cartelle pari e patta

Cartelle esattoriali compensabili anche nel 2014 con i crediti vantati verso la pubblica amministrazione. E’ infatti in arrivo il decreto interministeriale che dà il via libera alla compensazione delle cartelle esattoriali di imprese e liberi professionisti con i crediti dagli stessi vantanti verso la pubblica amministrazione. Ad annunciare l’imminente varo del decreto attuativo previsto dall’articolo 12, comma 7-bis, del dl 145/2013, è stato il sottosegretario all’economia Enrico Zanetti, ieri in commissione finanze della camera durante un question time (n.5-02959).

La risposta del sottosegretario si inserisce nel quadro delle altre possibilità normative oggi concesse dall’ordinamento per consentire lo smobilizzo dei crediti vantati nei confronti della pubblica amministrazione. Il decreto a firma congiunta fra il ministro dell’economia e quello dello sviluppo economico deve infatti stabilire, recita la norma sopra richiamata, nel rispetto degli equilibri di finanza pubblica, le concrete modalità per la compensazione, nell’anno 2014, delle cartelle esattoriali in favore delle imprese titolari di crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, per somministrazione, forniture, appalti e servizi, anche professionali, maturati e certificati vantati nei confronti della pubblica amministrazione, qualora la somma iscritta a ruolo sia inferiore o pari al credito vantato.

La predisposizione del decreto consentirebbe quindi sia alle imprese che ai professionisti di poter utilizzare nell’anno in corso i crediti certificati vantati nei confronti della pubblica amministrazione per pagare, tramite compensazione, le cartelle esattoriali emesse nei loro confronti di importo pari o inferiore al credito stesso.

Questa ulteriore modalità di utilizzo dei crediti verso la p.a. andrebbe ad aggiungersi alle altre modalità ricordate dal sottosegretario nel testo di risposta. Fra queste da ricordare, oltre alla cessione del credito alle banche ed agli intermediari finanziari, operazione sempre più difficoltosa per tutta una serie di ragioni, la possibilità di utilizzo in compensazione dei credito commerciali maturati alla data del 31 dicembre 2012 con le somme dovute a seguito dell’adesione alle forme di deflazione del contenzioso tributario, inserita nel nostro ordinamento dall’articolo 9, comma 1 dello stesso dl 135/2013.

Quello del ritardo nella riscossione dei crediti vantati nei confronti delle pubbliche amministrazioni da imprese e liberi professionisti è una delle cause, se non la principale, delle difficoltà economiche in cui si trovano molti di questi contribuenti. Difficoltà economica all’origine della stessa interrogazione parlamentare a firma Busin che chiedeva l’adozione di ulteriori iniziative legislative finalizzate a promuovere sempre di più l’utilizzo in compensazione di tali crediti con i debiti tributari correnti delle stesse imprese e dei liberi professionisti.

Da ultimo il sottosegretario all’economia ha ricordato come per effetto dell’adozione della direttiva 2011/7/Ce per i pagamenti vige il termine di 30 giorni e che quando il debitore è una pubblica amministrazione il prolungamento di detto termine deve sempre risultare espressamente e mai superare i 60 giorni.

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