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I crediti, due newco e la Borsa: il piano in tre fasi di JpMorgan

Un mega finanziamento da 3,5 miliardi di euro da parte della maggiore banca statunitense, Jp Morgan. E, in aggiunta, il potenziale appoggio di altri gruppi finanziari interessati a entrare come partner futuri nell’architettura societaria della nuova Super League.

È questo il contenuto del progetto finanziario della nuova competizione europea, studiato in questi mesi da Florentino Pérez, presidente del Real Madrid e azionista del gruppo delle costruzioni iberico Acs, e da Andrea Agnelli, presidente della Juventus. Un business plan approfondito (con tanto di fabbisogni e di incassi stimati dai diritti televisivi) sarebbe stato presentato a tutti i vertici dei club europei fondatori dell’iniziativa.

È da almeno due anni che Perez sta studiando questo piano assieme allo stesso Agnelli, ma sembrava fino ad oggi più che altro una minaccia all’Uefa: nel gennaio scorso c’è stata l’accelerazione, con un incontro svoltosi a Torino. Il maxi-finanziamento di Jp Morgan servirà a pagare da subito i club fondatori, in attesa di incassare i soldi dei diritti tv, che da business plan dovrebbero arrivare copiosi negli anni successivi al lancio della competizione.

Ma gli ulteriori passaggi finanziari sarebbero già delineati, se l’operazione dovesse entrare nel vivo. Jp Morgan (che potrebbe anticipare ricavi per ulteriori 3 miliardi aggiuntivi) potrebbe sindacare il mega-prestito con altri istituti oppure lanciare un’emissione obbligazionaria. Un anno fa una delle ipotesi allo studio era anche quella di far entrare nella nuova compagine azionaria partner finanziari, appunto private equity. Ma poi questa strada era stata abbandonata per le difficoltà di esecuzione. Ora non è da escludere che l’opzione di ingresso dei private equity possa tornare a prendere piede, se verrà superata questa fase iniziale di forte conflitto con le Authority europee e le Leghe nazionali.

Di certo, Florentino Pérez è da mesi che sta studiando ogni passo finanziario assieme ai fidati consulenti. Al lavoro, come regista del progetto, sarebbe un banchiere spagnolo con strette relazioni con Florentino Pérez: cioè Anas Laghrari della boutique finanziaria Key Capital Partners. Lo stesso Pérez sarebbe stato aiutato nell’iniziativa da un altro nome noto della finanza spagnola, cioè Borja Prado, che è conosciuto anche in Italia per essere uno dei managing partner del gruppo finanziario Peninsula Capital assieme a Stefano Marsaglia e Nicola Colavito.

Secondo il piano la newco, con sede a Londra, vedrà come azionisti i club fondatori e potrebbe, secondo i rumors, controllare a propria volta una «media company» che dovrà gestire i diritti televisivi della nuova competizione. Proprio nella «media company» potrebbe essere aperto il capitale, in minoranza, a soci finanziari come i private equity. Tra le opzioni future ci potrebbe essere poi anche la quotazione in Borsa della stessa «media company».

Il progetto ha poi il favore degli azionisti dei club, dove il parterre presenta una lista di grandi holding finanziarie: non solo l’Exor della famiglia Agnelli, azionista della Juventus, ma anche la cassaforte del Manchester City, cioè l’Abu Dhabi United Group for Development and Investment, società di investimento di proprietà dello Sceicco Mansour bin Zayed Al Nahyan, membro della famiglia reale di Abu Dhabi. Il Chelsea fa capo alle società dell’uomo d’affari Roman Abramovi?, mentre Liverpool, Arsenal, Tottenham Hotspur, Manchester United hanno invece come azionisti grandi società d’investimento americane o britanniche. Più diffuso invece l’azionariato di Atlético Madrid, Real Madrid e Barcellona, mentre Inter e Milan contano sui cinesi di Suning e su Elliott della famiglia Singer, uno dei maggiori fondi al mondo.

L’obiettivo è risollevare bilanci che, indipendentemente dal Covid, erano già prima in affanno. I 12 club scissionisti hanno complessivamente tra 5 e 6 miliardi di euro di debiti, dei quali 3,8 miliardi bancari. Alla situazione finanziaria si aggiungono i conti economici fortemente colpiti dalla pandemia con ulteriori 2,5 miliardi di perdite operative. In Italia la Juventus ha chiuso il 2020 in profondo rosso (-71,4 milioni) e l’investimento fatto su Ronaldo non ha avuto gli effetti sperati sul conto economico. Stesso discorso per Inter e Milan. Secondo le speranze di Suning, la Super League dovrebbe aumentare la valutazione dell’Inter in prospettiva futura e avvicinarsi a quel miliardo chiesto dal gruppo cinese in questi mesi ai potenziali compratori. Si capisce dunque l’attendismo di Suning nelle ultime trattative. E pure Elliott, con il Milan, vede nella Super League un volano per monetizzare in futuro l’uscita dalla compagine. Insomma, tanti soldi per i club italiani ed europei con il passato più glorioso ma anche con i bilanci in continuo affanno e soggetto alla scure del Financial Fair Play dell’Uefa.

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