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Crediti d’imposta, via a cessioni

Cessione crediti d’imposta, si parte con quelli per le locazioni. Arrivano i modelli e le istruzioni che possono essere utilizzati dal 13 luglio 2020 per comunicare la cessione di queste agevolazioni: mancano ancora però le istruzioni per tutti gli altri crediti d’imposta, tra cui quelle più attese sono sicuramente connesse all’eco-bonus 110%.

Le indicazioni

Nella giornata di ieri con provvedimento numero 250739/2020 il direttore dell’Agenzia delle entrate ha emanato le prime indicazioni per procedere alla cessione dei soli crediti d’imposta per botteghe e negozi di cui al decreto legge n. 18/2020 (art. 65) e per i canoni di locazioni degli immobili ad uso non abitativo e affitto d’azienda, di cui al decreto legge n. 34/2020 (art. 28). Le istruzioni e il modello di comunicazione diffuso ieri non riguardano peraltro ulteriori misure agevolative contenute nei provvedimenti legislativi finalizzati a fronteggiare l’emergenza Covid-19, quali per esempio i crediti d’imposta per la sanificazione e l’adeguamento degli ambienti di lavoro, ma soprattutto nulla viene detto a proposito della possibilità di cessione contemplata dalla norma che stabilisce il bonus per ristrutturazioni edilizie e risparmio energetico in misura pari al 110% della spesa sostenuta. Quindi un provvedimento con un campo di applicazione limitato alle locazioni, che dovrà trovare ulteriori integrazioni e modifiche in un secondo tempo per le altre agevolazioni.

La comunicazione

Viene specificato che la comunicazione dell’avvenuta cessione dei crediti d’imposta deve essere fatta dal 13 luglio 2020 al 31 dicembre 2021, a cura dei soggetti cedenti che hanno maturato il diritto al credito, utilizzando esclusivamente le funzionalità disponibili nell’area riservata del sito web di Agenzia delle entrate: si sottolinea che questo metodo è richiesto a pena di inammissibilità, dal che parrebbe di capire che la trasmissione della comunicazione in questione fatta con canali differenti da quello appena ricordato, potrebbe causare una sorta di inefficacia (nei confronti del fisco) del credito ceduto. Viene inoltre evidenziato come in un secondo momento, la funzione di trasmissione sarà estesa anche al canale degli intermediari abilitati Entratel. Il modello di comunicazione richiede alcune semplici informazioni; oltre ai riferimenti anagrafici di cedente e cessionario, è necessario indicare i dati attinenti alla tipologia e importo del credito, fornendo sia l’ammontare del credito spettante sia l’importo ceduto: si ricorda che è ammessa la cessione parziale e a più soggetti contemporaneamente, sempre nel rispetto del totale spettante. Si dovranno poi indicare in apposita sezione del modello, gli estremi del contratto di locazione, di affitto (anche d’azienda) o comunque di altro accordo scritto che dà diritto all’agevolazione, oltre a riportare anche la data in cui è avvenuta la cessione del credito.

L’utilizzo del credito

Il provvedimento conferma anche che l’utilizzo del credito ceduto in capo al cessionario avviene con le medesime regole valevoli per il cedente; a questo riguardo sulla base di quanto scritto in tema di cessione parziale appare altresì possibile un utilizzo «concorrente» tra cedente e cessionario: il primo potrà utilizzare il credito non ceduto mediante modello F24, mentre il secondo opererà la compensazione (sempre con delega F24) per la sola parte ricevuta e comunicata con modello. Un altro tassello mancante al momento è rappresentato dal codice tributo necessario per effettuare la compensazione secondo quanto previsto dal decreto legislativo n. 241/1997, che verrà reso noto con risoluzione di prossima emanazione. In questo contesto è inoltre opportuno ricordare che l’utilizzo dei crediti in questione per la compensazione non soggiace ai limiti di plafond vigenti (soglia annuale, art. 34 della legge n. 388/2000 e soglia per agevolazioni, art. 1, comma 53, legge n. 244/2007). Il momento da cui il cessionario potrà iniziare ad usare il credito ceduto con le modalità appena ricordate, è fissato a decorrere dal giorno lavorativo successivo a quello di comunicazione dell’avvenuta cessione, previa però l’accettazione che il cessionario medesimo sarà tenuto a comunicare sempre utilizzando l’apposita area riservata su sito internet dell’Agenzia delle entrate. Anche quest’ultimo adempimento è richiesto a pena di inammissibilità, con la conseguenza che il cessionario negligente si troverebbe ad avere un credito (ricevuto da cessione) congelato e che non può immediatamente utilizzare in compensazione.

Ulteriori cessioni

Una conferma si ha circa la possibilità di fare ulteriori cessioni di credito rispetto alla prima (ovvero il primo cessionario può a sua volta cedere anche parzialmente- il credito ricevuto). Ancorché non specificato, si ritiene che tale seconda cessione possa avvenire solo dopo che il primo cedente (beneficiario del credito originario) ha inoltrato la comunicazione della prima cessione e il cessionario ha a sua volta formalmente accettato la medesima: infatti in caso contrario, si avrebbe una sorta di interruzione nella catena di trasmissione del credito rispetto al soggetto cui l’agevolazione spetta originariamente. Da ultimo, viene ribadito che i controlli (e le eventuali sanzioni) circa la sussistenza dei requisiti per l’accesso al credito saranno a carico solo del beneficiario originario, mentre i successivi cessionari risponderanno solo di utilizzi irregolari o in misura maggiore rispetto a quanto ricevuto.

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