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Crediti d’imposta veneti a Intesa

Banca Intesa assorbirà i crediti di imposta maturati da Veneto Banca e Banca popolare di Vicenza. Come si legge dall’articolo 7 del dl n. 99/2017, relativo alla liquidazione coatta amministrativa dei due istituti veneti, «i crediti di imposta sono ceduti dal soggetto cedente (banche venete) al soggetto cessionario (Intesa). Con riferimento all’utilizzo dei predetti crediti di imposta, il soggetto cessionario subentra nei medesimi diritti che spettavano al soggetto cedente». L’art. 7, denominato «disposizioni fiscali», illustra un’ulteriore componente dell’intervento dello Stato, oltre ai 5,2 mld messi subito a disposizione di Ca’ de Sass per tutelare i ratios patrimoniali dell’istituto creditizio e i 12 mld di garanzie, ovvero la cessione dei crediti di imposta. Secondo alcune valutazioni statistiche, riportate dai giornali, l’ammontare di questi crediti dovrebbe essere di 1,4 mld di euro, cifra però smentita dalla banca. Il trasferimento è dovuto per assicurare il successo dell’operazione, dato che Intesa ha già affermato con certezza che non intende effettuare aumenti di capitale per assorbire i 25 mld di crediti «in bonis» previsti. E il problema sta proprio nella natura di questi crediti, visto che verranno assorbiti crediti di imposta e non le sofferenze da cui sono stati prodotti. Resta il dato espresso dalla banca nel comunicato di ieri, secondo cui «il perimetro oggetto di acquisto include attività fiscali per circa 1,9 mld di euro», ma non interamente ascrivibili a forme di crediti di imposta. Un ulteriore disposizione fiscale è introdotta dal decreto e riguarda la possibilità di dedurre le spese delle misure di ristrutturazione adottate: «le spese sostenute dal cessionario nell’ambito delle misure di ristrutturazione aziendale, sono comunque deducibili dal reddito complessivo ai fini delle imposte sul reddito e del valore della produzione netta ai fini dell’imposta regionale sulle attività produttive», in modo da rendere fiscalmente neutre le operazioni di cessione e gli interventi pubblici ancillari.

Michele Damiani

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