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Crediti d’imposta semplificati

Anche il modello Unico SC dedicato alle società di capitali ed agli enti commerciali fa il suo ingresso, in bozza, sul sito dell’agenzia delle Entrate. Per i soggetti che non presentano la dichiarazione Iva in via autonoma (come è sempre possibile e, a determinate condizioni, obbligatorio effettuare), il rimborso Iva, a seguito dell’eliminazione del quadro VR, è ora previsto all’interno del quadro RX.
È stata, infatti, istituita la nuova sezione III di tale quadro, denominata «Determinazione dell’Iva da versare o del credito d’imposta», in cui riportare l’importo dell’imposta da versare o a credito e, nell’ambito di quest’ultima, l’ammontare di cui viene chiesto il rimborso. Come già si ricavava dalle bozze del modello Iva autonomo, alle cui istruzioni fa peraltro espresso rinvio Unico SC, il contribuente ha ora un codice per indicare la causale che giustifica la richiesta di rimborso.
Da segnalare la notevole semplificazione che ha interessato il quadro RU, tradizionalmente destinato ad ospitare i crediti d’imposta concessi a favore delle imprese: si passa, infatti, dalle 25 sezioni del modello precedente alle 6 di Unico 2013. Ciò attraverso una modifica alla sezione I, definita “multimodulo”, in cui sono confluiti tutti i crediti vantati dal contribuente, fatta eccezione per quelli caratterizzati da particolari modalità di indicazione dei dati.
Per quanto attiene al quadro RF, la novità più rilevante riguarda la deducibilità dell’Irap dall’Ires (articolo 2 Dl n. 201/2011- si veda anche, per i rimborsi sugli anni precedenti, l’articolo a pagina 29): da una deducibilità forfettaria del 10% si passa a una deducibilità analitica dell’Irap versata nel 2012 (saldo 2011 e acconti 2012) sulla quota imponibile dei costi per il personale dipendente e assimilato, al netto delle detrazioni previste dal Dlgs 446/97. A questa deduzione (da indicare con il codice 33 del rigo RF54), si aggiunge quella pari al 10% dell’Irap versata (codice 12 del medesimo rigo RF54), la quale, anche se le istruzioni non lo dicono, è collegata alla presenza nella base imponibile Irap di oneri finanziari al netto dei proventi della medesima natura. Come in passato, l’intero importo dell’IRAP va indicato tra le variazioni in aumento (rigo RF17). Le istruzioni non chiariscono se la deduzione forfettaria legata agli oneri finanziari va computata sull’importo dell’Irap versata al lordo o al netto di quella dovuta sui costi di lavoro dipendente ed assimilato, che costituisce oggetto di una separata deduzione ai fini Ires.
Le istruzioni ricordano il Provvedimento dell’11 giugno 2012, con il quale sono state approvate le cause di disapplicazione per le società che rischiano di divenire “di comodo” a seguito delle perdite reiterate nel triennio. Tali cause vanno riportate nella casella di cui al rigo RF74, già presente lo scorso anno ma scarsamente utilizzata poiché la norma si applica, per i soggetti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare, dal 2012. Le istruzioni ricordano che, in base all’articolo 26, comma 4, del Dl n. 179/12, la disciplina sulle società di comodo (non solo per la parte dedicata alle perdite ma anche per quella riservata alla insufficienza di ricavi) non si applica alle “start up innovative” (articolo 25, comma 2).
Per gli esercenti impianti di distribuzione di carburante, le istruzioni riportano la deduzione forfettaria dal reddito (articolo 34, comma 1, legge n. 183/2011), variabile in relazione all’ammontare lordo dei ricavi; tale deduzione non è applicabile in sede di determinazione degli acconti 2013. Per le imprese che hanno stipulato contratti di leasing a partire dal 29 aprile scorso, la deduzione del canone è sganciata dalla durata effettiva del contratto, per cui, in caso di contratto di durata inferiore a quella determinata in base all’articolo 102, comma 7, Tuir, a partire da questo modello si verificheranno delle variazioni in aumento (corrispondenti alla parte di costo temporaneamente non deducibile) che verranno riprese in diminuzione al termine del periodo contrattuale effettivo.

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