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Crediti di imposta ampi

Trasformazione ampia delle imposte anticipate in crediti d’imposta. La legge di stabilità 2014 ha, infatti, esteso l’applicazione anche all’Irap. Abbinando questa possibilità a quella relativa all’affrancamento delle partecipazioni di controllo e delle attività immateriali, si ottiene l’ulteriore effetto di anticipare alcuni benefici da riallineamento.

Con i commi 167 e 168, della legge 147/2013 (Legge di stabilità 2014), il legislatore ha messo la parola fine sui dubbi emersi dalle disposizioni contenute nei commi da 55 a 58, dell’art. 2, dl 225/2010, disponendo l’applicazione della disciplina sulla conversione delle imposte differite attive in crediti d’imposta, sia per quelle riguardanti l’Ires che quelle riguardanti l’imposta regionale (Irap).

Il problema era già stato riscontrato dalla dottrina (Assonime, circolare n. 33/2013) che aveva, appunto, evidenziato il problema operativo sulla possibilità di applicare il regime di conversione anche alle imposte anticipate iscritte relativamente all’Irap, con particolare riferimento al fatto che tale trasformazione è peraltro obbligatoria per le banche e per gli enti finanziari.

Sul tema è intervenuta anche l’Agenzia delle entrate con la circolare n. 37/E/2012, con la quale ha indicato soltanto le imposte anticipate iscritte in bilancio, senza effettuare alcuna distinzione.

L’esclusione della conversione, però, per quelle inerenti all’Irap, è letteralmente desunta dal comma 55, art. 2, dl 225/2010, con il quale il legislatore tributario ha espressamente indicato quelle «deducibili in più periodi d’imposta ai fini delle imposte sui redditi», peraltro in netto contrasto con quanto indicato nella relazione tecnica al decreto che, ai fini del gettito, aveva considerato anche quelle riferibili all’imposta regionale.

La legge di stabilità, pertanto, pone rimedio a questo problema e, con riferimento al comparto bancario, estende la conversione alle imposte anticipate riferibili alla svalutazione dei crediti operate ma non ancora dedotte, di cui al comma 3, dell’art. 106, dpr 917/1986 (Tuir) e, con estensione a tutte le tipologie d’imprese, estende l’applicazione a quelle riferibili alle quote di ammortamento, relative all’avviamento e alle altre attività immateriali.

Come detto, tra le imposte anticipate convertibili vi sono quelle riferite alle attività immateriali, e soprattutto all’avviamento, che può trovare un riconoscimento fiscale (deducibilità) soltanto se sostenuto a titolo oneroso (pagamento) e mai se realizzato per effetto di operazioni di natura straordinaria come, in particolare, conferimenti di azienda, fusioni e/o scissioni.

Viene fatto salvo, però, il caso del pagamento di un’imposta sostitutiva, di cui al comma 2-ter, dell’art. 176 del Tuir o del comma 10, dell’art. 15, dl 185/2008.

Con i commi da 150 a 152, della legge di stabilità 2014 è possibile affrancare i maggiori valori delle partecipazioni di controllo e i maggiori valori attribuiti ad avviamenti, marchi d’impresa e altre attività immateriali nel bilancio consolidato, con il versamento di un’imposta sostitutiva del 16%.

Gli effetti di tale affrancamento sono differiti, però, al secondo periodo d’imposta successivo a quello del pagamento della sostitutiva e, pur considerando l’esecuzione dell’operazione nel periodo d’imposta in corso al 31/12/2012, per il quale il versamento può essere eseguito entro il termine di versamento del saldo delle imposte per il 2013 (in genere nel 2014), i benefici impatteranno soltanto nel 2016.

Di conseguenza, in tale ipotesi, dal 2016 è possibile ammortizzare tenendo conto dei maggiori valori attribuiti alle attività immateriali, eseguendo le variazioni fiscali per maggior ammontare delle quote ma, senza dubbio e in presenza delle ulteriori condizioni (perdita d’esercizio, perdita fiscale e liquidazione volontaria o concorsuale), sarà anche possibile eseguire la conversione delle imposte anticipate, utilizzando il credito emergente, a partire dall’esercizio indicato nelle varie fattispecie, di cui ai commi 56, 56-bis e 56 ter, dell’art. 2, del citato dl 225/2010.

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