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Crediti deteriorati trasparenti

Semplificazione e flessibilità del sistema delle garanzie, per snellire le procedure a sostegno delle imprese in crisi. Creazione di un mercato per i crediti deteriorati mediante istituzione di un registro elettronico presso il ministero che renda accessibili tutte le informazioni. Sono alcuni degli aspetti sviluppati dal dl n. 59 del 3/5/2016 recante «Disposizioni urgenti in materia di procedure esecutive e concorsuali, nonché a favore degli investitori in banche in liquidazione» (si veda ItaliaOggi di ieri).

Il pegno non possessorio. Supporto alle imprese in crisi e snellimento delle procedure del recupero crediti, sono gli obiettivi sottesi alla novità che ha portato all’introduzione dell’istituto del «Pegno non possessorio». Esso consente agli imprenditori di fornire la garanzia di crediti loro concessi, relativi all’impresa, anche futuri. Alla accelerazione nel recupero dei crediti corrisponderà una facilitazione nell’erogazione dei finanziamenti alle imprese. Il pegno potrà essere costituito su beni mobili aziendali, senza subirne lo spossessamento e quindi con la possibilità di continuare a utilizzare gli stessi nel processo produttivo. Ciò in deroga all’art. 2786 c.c. secondo cui il pegno si costituisce con la consegna della cosa. Condizione necessaria, è tuttavia, l’iscrizione in un registro informatizzato presso l’Agenzia delle entrate. La riforma in commento, come evidenzia la relazione illustrativa alla norma, allinea il nostro paese alle discipline europee e internazionali e consentendo una maggiore semplicità ed efficacia della liquidazione dei diritti del creditore, tutela gli interessi del debitore e realizza:

– il superamento del requisito dello spossessamento per l’opponibilità ai terzi del diritto di prelazione, sostituendolo con un regime di pubblicità personale;

– l’introduzione di un registro informatizzato per la gestione di tutte le operazioni attinenti alla garanzia e per la sua opponibilità ai terzi;

– l’ammissibilità di una garanzia mobiliare avente ad oggetto beni anche individuati per tipologia o categorie funzionali (per esempio, beni in lavorazione, riserve di magazzino) con la possibilità di inserire beni futuri, fermo restando il requisito della determinabilità del loro valore;

– l’ammissibilità di una garanzia mobiliare per crediti anche in relazione a rapporti futuri con specifica indicazione dell’ammontare massimo garantito;

– l’accettazione del principio secondo il quale, il soggetto costituente la garanzia ha facoltà di utilizzare, in ossequio alla destinazione economica, i beni oggetto di garanzia. Tale uso include anche la disposizione del bene con surrogazione reale della prelazione dai beni originari a quelli scaturenti dagli atti di disposizione.

Finanziamenti con garanzia sospensivamente condizionata. Con modifica al dlgs 385/93 si fornisce agli imprenditori la possibilità di concludere contratti di finanziamento bancari garantiti a mezzo del trasferimento in favore del creditore o di società dallo stesso controllata o collegata, della proprietà di un immobile con atto sospensivamente condizionato all’inadempimento del debitore (a esclusione dell’immobile di abitazione principale del debitore, del coniuge o dei parenti entro il terzo grado). L’efficacia del trasferimento si verifica, nell’ipotesi di rimborso a rate mensili, quando il mancato pagamento si protrae per oltre sei mesi dalla scadenza di almeno tre rate. Il valore di cessione, in caso di efficacia del patto, sarà determinato da un terzo (perito di stima con relazione giurata). Se il valore del bene al momento della cessione fosse superiore al debito residuo, il creditore corrisponderà al debitore la differenza tra i due. Viceversa se il valore del bene fosse inferiore al debito residuo, il debitore non dovrà corrispondere nulla al creditore. A fini procedurali, il creditore notificherà al debitore di volersi avvalere del patto provvedendo mediante atto notarile a dichiarare l’inadempimento dello stesso.

Mercato del credito. Creato un mercato dei cosiddetti Non performing loan, mediante l’istituzione presso il ministero della giustizia di un registro elettronico delle procedure di espropriazione forzata immobiliari, delle procedure d’insolvenza e degli strumenti di gestione della crisi. Tale registro consente ai soggetti interessati all’acquisto dei crediti deteriorati di acquisire tutte le informazioni, in tempo reale per la stima del valore degli stessi e per l’identificazione dei titolari.

Espropriazione forzata. Ridotta la tempistica di recupero dei crediti con l’inammissibilità dell’opposizione all’esecuzione se proposta dopo la disposizione della vendita o assegnazione del bene pignorato. Previsto inoltre che le vendite forzate abbiano luogo obbligatoriamente con modalità telematiche.

Commercialisti critici. «Non tutte le disposizioni contenute nel dl n. 59 sulle banche sono condivisibili», afferma in una nota il presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti, Gerardo Longobardi, secondo il quale «non convince ad esempio la previsione, quale ulteriore ipotesi di revoca per giusta causa del curatore, del mancato rispetto dell’obbligo di presentare un progetto di ripartizione delle somme disponibili ogni quattro mesi a partire dalla data di emissione del decreto di esecutività dello stato passivo».

Christina Feriozzi

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