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Crediti deteriorati e perdite riferibili a soggetti diversi

In primo luogo vanno segnalati due commi importanti inseriti dopo il comma 1 riguardanti le particolarità nella procedura di trasformazione per le società appartenenti al consolidato nazionale e al regime di trasparenza ex articolo 115 del Tuir.

Sul primo fronte va segnalato che laddove la società che cede i crediti deteriorati partecipi alla tassazione di gruppo, le perdite che dovranno essere prioritariamente utilizzate sono quelle proprie della società stessa e prodotte prima dell’adesione al regime di cui all’articolo 117 del Tuir e solo a seguire le perdite riportate a nuovo dalla società controllante. In buona sostanza ciò significa che vi può essere il caso in cui la società che detiene i crediti deteriorati sia diversa da quella che originariamente ha generato le perdite poi trasferite alla controllante. Ovviamente nel caso di utilizzo di perdite di gruppo queste, alla data di efficacia giuridica della cessione, non saranno più fiscalmente rilevanti per la consolidante.

Per quanto attiene al regime di trasparenza di cui all’articolo 115, il nuovo comma 1-ter dell’articolo 44 bis Dl 34/19 chiarisce che la società partecipata deve prioritariamente considerare le imposte anticipate relative alle eventuali perdite (o eccedenze Ace) prodotte prima dell’avvio del regime di trasparenza, congiuntamente a quelle perdite che non sono state imputate ai soci in quanto eccedenti la quota di patrimonio netto di ciascun socio. In tale caso l’opzione sarà eseguita dalla società partecipata, mentre nel caso siano utilizzate perdite che siano state attribuite ai soci ( sempre parametrate al 20% dei crediti commerciali deteriorati e figurativamente attribuiti) si utilizzeranno gli stessi passaggi descritti per le società di persone nel comma 1-quater del citato articolo 44-bis .

Nessun accenno viene fatto alla piccola trasparenza (Srl con soci persone fisiche) per la quale è presumibile che la procedura sarà la medesima descritta nel citato comma 1-quater per le società di persone.

Data di efficacia dell’opzione

Un risalto significativo è stato dato al passaggio normativo (comma 2) in cui si specifica che «a decorrere dalla data di efficacia giuridica delle cessioni essi ( i crediti, ndr) possono essere utilizzati (…)», ed è evidente l’obiettivo di rendere immediatamente disponibile la “ spendibilità” del credito d’imposta.

Sul punto, tuttavia, si ritiene che l’aver mantenuto nel comma 3 l’affermazione secondo cui tra la trasformazione delle imposte anticipate in crediti d’imposta è subordinata all’esercizio della opzione e, soprattutto , che l’opzione ha efficacia nel periodo d’imposta successivo a quello in cui ha effetto la cessione, non contribuisce a dare chiarezza al dato normativo.

A meno di non ritenere che la spendibilità del credito è sganciata dall’esercizio della opzione, conclusione non del tutto avvalorata sul piano letterale, ma questo sarà un punto sul quale l’Agenzia dovrà fornire chiarimenti urgenti.

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