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Crediti Banco Napoli nel mirino di Bankitalia

MILANO — Cade una tegola sulla rete di Intesa Sanpaolo. La controllata Banco di Napoli, tra i principali circuiti del gruppo, è stata ispezionata dalla Banca d’Italia, che dopo cinque mesi avrebbe consegnato una relazione finale «non proprio all’acqua di rose», come dice una fonte vicina al dossier. La società per ora legge le carte, in attesa di controdedurre alla vigilanza creditizia.
L’ispezione, avviata a febbraio e chiusa nel giugno di quest’anno, è successiva di qualche mese a una segnalazione che la Ca’ de Sass aveva fatto alla vigilanza, dopo avere registrato un caso anomalo nell’erogazione di fidi al gruppo edile di Cristiana Coppola, ai tempi dei fatti potente vice presidente di Confindustria con delega al Mezzogiorno della giunta Marcegaglia. La visita dei funzionari di via Nazionale alla direzione generale che coordina 687 sportelli tutti operanti in Campania, Puglia, Basilicata e Calabria ha fatto emergere quattro tipologie critiche. I crediti, che nonostante il forte presidio del centenario marchio nel Sud — contraddizione notata dalla vigilanza — hanno destato qualche perplessità nelle modalità di erogazione. La trasparenza imperfetta, con procedure interne da rivedere. I massimali di finanziamento, che in qualche caso sono stati sforati, specie per l’imprenditrice Cristiana Coppola, che si vide piovere prestiti crediti per ben 27 milioni sopra il suo tetto massimo contrattuale. Infine, mancate o carenti comunicazioni dei casi “sospetti”, ai sensi della normativa antiriciclaggio. L’accaduto, comunque, non ferma l’ascesa di Giuseppe Castagna, direttore generale del Banco di Napoli e capo ad interim della divisione Banca dei territori (l’intera rete del gruppo, formata da 5.579 agenzie in Italia) e che nelle prossime settimane potrebbe venire formalizzato nel ruolo. Per lui, è ancora da capire se si schiuderebbe la nomina a direttore generale, com’era il predecessore a capo della rete, Marco Morelli. Mentre a Napoli le voci interne indicano un possibile candidato dg in Bruno Bossina, dirigente di lungo corso che dopo avere rivestito cariche nella rete Intesa Sanpaolo in Lombardia, Piemonte, Campania ora guida da Torino il business Pmi per tutta la rete.
Il caso Coppola, lo scorso febbraio, aveva fatto rumore. Il dossier dell’imprenditrice edile, targato Biis (la Banca infrastrutture di Ca’ de Sass, ora in procinto di essere inglobata nella capogruppo) era gestito da un’agenzia di Torre del Greco, che indebitamente, come emerse da un articolo de L’Espresso, aveva sconfinato per 27 milioni nei crediti al gruppo Coppola. Un caso di illecito finanziamento, che ha suscitato aperte critiche e smosso la magistratura campana. Ed è costato il posto al direttore della filiale nel mirino. Non è, il caso Coppola, l’unico di crediti dati largheggiando rilevati dall’ispezione. Altri rilievi riguardano le procedure di erogazione, la qualità delle comunicazioni ai clienti, le procedure e le funzioni di antiriciclaggio, che da qualche tempo vedono controlli inaspriti, e l’obbligo di allertare l’Unità di informazione finanziaria (costola di Bankitalia), ad ogni operazione sospetta, pena l’arrivo di una sanzione amministrativa.

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