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Crediti aziende, ok Ue: deficit non a rischio

La Commissione Ue accoglie con favore il decreto italiano sulla liquidazione dei debiti della Pubblica amministrazione e ritiene che il provvedimento «possa essere varato senza compromettere l’uscita dell’Italia dalla procedura per deficit eccessivo» Il ministro dell’economia Vittorio Grilli ha trovato ieri un interlocutore ben disposto nel commissario europeo agli Affari economici, Olli Rehn, che ha incontrato a Bruxelles per descrivere i contenuti del decreto. E soprattutto ha constatato una disponibilità a chiudere la procedura per deficit eccessivo aperta ai tempi del governo Berlusconi. La decisione sarà adottata solo a maggio, dopo la pubblicazione delle nuove previsioni economiche di primavera da parte dell’esecutivo comunitario. Tuttavia Grilli è sembrato sicuro al termine dell’incontro. «La Commissione era già orientata a chiudere la procedura. E non è emerso niente, in questo decreto, che possa indurla a cambiare giudizio».
L’elemento chiave che ha rassicurato Bruxelles è la clausola di revisione, che prevede un intervento del governo qualora veda minacciato il traguardo del mantenimento del deficit al di sotto del 3%. Grilli ha approfittato della ribalta brussellese per dare un’altra buona notizia: «Sono in arrivo altri 1,2 miliardi di rimborsi Iva alle imprese. Stiamo agendo per fare disponibilità di cassa ». E in serata l’Agenzia delle Entrate ha confermato l’iniezione di liquidità in favore di 4000 mila imprese creditrici. Salirà, dunque, a 3,7 miliardi la somma complessivamente rimborsata alle aziende nei primi quattro mesi 2013.
Il ministro, incontrando i giornalisti, ha spiegato come il principale problema dell’economia italiana sia il tracollo della domanda interna, una condizione che a suo parere la situazione di paralisi politica non contribuisce certo a migliorare. «Non sono in grado di commentare lo stallo politico italiano. Posso solo dire che la mancanza di chiarezza sulle prospettive non crea un clima di fiducia e non permette un rimbalzo della domanda». Grilli ha anche spiegato che il governo presenterà a Bruxelles il Piano nazionale di riforme e il Piano di Stabilità entro i tempi previsti dalla procedura europea, cioè entro aprile. «Purtroppo non potranno essere programmi di legislatura, come invece sarebbe opportuno — ha aggiunto — toccherà al prossimo governo apportare i correttivi che riterrà opportuni».
In occasione della sua visita a Bruxelles, il ministro ha avuto anche l’opportunità di incontrare il nuovo segretario di Stato americano al Tesoro, Jacob Lew, che ha cominciato nella Capitale comunitaria il suo giro di incontri con i colleghi europei che proseguirà a Francoforte, Berlino e Parigi. Lew è venuto a perorare una politica di crescita meno timida da parte delle autorità europee, e meno condizionata dal dogma del risanamento dei conti pubblici. Ma la linea di Obama, per ora, non sembra far breccia, e si scontra con un governo tedesco preoccupato soprattutto delle prossime elezioni legislative.

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