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Credit Suisse, terremoto al vertice Maxi svalutazioni per Archegos

Due top manager sostituiti, una perdita ante imposte di 900 milioni di franchi (814 milioni di euro) prevista per il primo trimestre di quest’anno, dividendo 2020 ridotto, alcuni bonus e compensi per i membri del vertice pure ridotti. È il bilancio di quanto sin qui costano al Credit Suisse le vicende degli investimenti sbagliati, legati al fondo-family office americano Archegos e alla società finanziaria anglo-australiana Greensill.

Ieri Credit Suisse ha annunciato misure e cifre. Brian Chin, ceo del ramo Investment Bank, e Lara Warner, responsabile Risk and Compliance, lasciano la banca, il primo lo farà il 30 aprile, la seconda lo ha fatto ieri. Christian Meissner sostituisce Brian Chin, mentre la responsabilità di Warner viene divisa e assegnata ad interim: a Joachim Oechslin la parte Risk, a Thomas Groetzer la parte Compliance. Sono tutte soluzioni interne.

La caduta di Archegos pesa su Credit Suisse in ragione di 4,4 miliardi di franchi (3,98 miliardi di euro). È un onere che annulla gli utili conseguiti nel primo trimestre di quest’anno e che porta in perdita la banca nel periodo, per circa 900 milioni di franchi pre imposte appunto. Il ceo di Credit Suisse, Thomas Gottstein, ha definito «inaccettabile» il peso dell’operazione Archegos, aggiungendo che «serie lezioni saranno tratte» da questa vicenda e da quella di Greensill. Nel suo comunicato la banca ha affermato che il caso Archegos ha completamente annullato gli effetti positivi di una buona performance del complesso della attività nel primo trimestre. Sul piano dei mezzi propri, ha aggiunto la banca, i parametri verranno comunque difesi.

Agli azionisti sarà proposto un dividendo per il 2020 nettamente inferiore rispetto a quello delineato in precedenza (0,10 franchi per titolo e non più 0,2917 franchi), allo scopo di avere più riserve nelle casse del gruppo. La banca sospende d’altronde il programma di riacquisto di azioni proprie, per lo stesso motivo. Le critiche di una parte delle associazioni di investitori e di un azionista di minoranza della banca, Harris Associates, sembrano esser state almeno in parte accolte: infatti Credit Suisse ha annunciato anche la riduzione di alcuni bonus e compensi per i membri del vertice dell’istituto; il presidente del consiglio di amministrazione Urs Rohner, che lascia la carica in occasione dell’assemblea del 30 aprile prossimo, rinuncia a 1,5 milioni di franchi, che sono parte della sua remunerazione 2020.

Credit Suisse ha annunciato anche che saranno condotte due inchieste, in collegamento anche con consulenti esterni, su queste vicende degli investimenti sbagliati. In attesa di evoluzioni e ulteriori chiarimenti, non sarà proposto all’assemblea degli azionisti il consueto “discarico”, cioè la luce verde agli amministratori su quanto hanno fatto nel complesso. Il mercato ha accolto bene le misure di riorganizzazione annunciate da Credit Suisse, ma molti investitori restano cauti sulle conseguenze complessive che le vicende Greensill e Archegos potrebbero avere per la banca elvetica come per le altre banche internazionali coinvolte. Dopo le forti cadute e la solo parziale risalita di settimana scorsa, a Zurigo l’azione Credit Suisse ieri ha chiuso in leggero ribasso (-0,39%), a 10,12 franchi.

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