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Credit Suisse, stretta sui clienti

I Clienti titolari delle polizze vita Credit Suisse sono stati convocati oggi pomeriggio in procura a Milano dal pm Gaetano Ruta come persone informate sui fatti nell’ambito dell’inchiesta su Credit Suisse. Secondo quanto risulta a ItaliaOggi, gli oltre mille titolari di polizze assicurative individuati nella lista Credit Suisse, emersa durante le perquisizioni di dicembre nella filiale di Milano dell’istituto elvetico, oltre ad aver ricevuto a stretto giro lo scorso 24 dicembre l’accertamento dell’Agenzia delle entrate sull’annualità d imposta 2005 dovranno comparire davanti al pm che sta conducendo le indagini per essere sentiti in merito alle loro situazioni di clienti.

Ad esito del colloquio con il pm, della durata di mezzora per ciascuno, il quadro per loro potrebbe anche complicarsi. I detentori delle polizze infatti se avessero movimentato i capitali presenti sulle polizze dopo la data del primo gennaio 2015 (data di entrata in vigore della legge sulla Voluntary disclosure) potrebbero addirittura vedersi contestata l’imputazione del nuovo reato di autoriciclaggio.

La strategia difensiva dei clienti di Credit Suisse ha puntato nei mesi scorsi a congelare le disponibilità facenti capo a quelle polizze proprio in attesa di decidere il da farsi e cioè se ci fossero stati margini per aderire ancora alla procedura di collaborazione volontaria o se intraprendere subito la strada del ravvedimento operoso lungo. Il quadro che si delinea con il passare delle settimane è infatti tutt’altro che chiaro.

In molti casi, infatti, dopo la notifica dell’avviso di accertamento sull’annualità 2005 (che se non effettuato entro fine anno sarebbe decaduta) si è posto il problema di poter attivare repentinamente la Voluntary disclosure per le annualità successive evitando un allungarsi di cause ostative alle altre annualità. Ricordiamo, infatti, che la procedura di collaborazione volontaria non può essere avviata in presenza di cause ostative cioè nei casi in cui sia intervenuta un azione accertativa del fisco. Un’azione che in alcuni casi per i clienti credit Suisse non si è fermata alla verifica sul 2005 ma è stata portata avanti con il recapito dei questionari fiscali recanti richieste di chiarimenti e/o documentazione anche per le annualità successive. Da lì la strada sbarrata alla regolarizzazione tramite Voluntary disclosure con l’eventuale chiusura soprattutto dal punto di vista della copertura penale dei comportamenti.

In questi casi i contribuenti sono stati posti di fronte la scelta obbligata di intraprendere la strada del ravvedimento operoso sanando le annualità successive al 2005 ma con una copertura molto limitata al solo piano amministrativo, rischiando dunque possibili incriminazioni per reati ad esempio di infedele dichiarazione.

Del tutto esclusa sembra la strada di un contenzioso tributario in contestazione dell’avviso di accertamento notificato a dicembre dall’Agenzia delle entrate. Il problema è rappresentato sempre dai profili penali della vicenda essendo abbastanza facile ricadere nelle violazioni del dlgs 74/200 essendo le soglie penalmente rilevanti poste in alcuni casi a 50 mila euro. In questo contesto, infatti, se un contribuente facesse ricorso anche vincendolo di fronte le due commissioni tributarie avrebbe sempre la possibilità di vedersi contestata l’accusa di autoriciclaggio non appena movimentasse il conto.

Il nuovo reato infatti prevede la contestazione per chiunque abbia commesso o concorso a commettere un delitto non colposo, e impiega, sostituisce, trasferisce, in attività economiche, finanziarie, imprenditoriali o speculative, il denaro, i beni o le altre utilità provenienti dalla commissione di tale delitto, in modo da ostacolare concretamente l’identificazione della loro provenienza delittuosa.

Sul punto è ancora incerto cosa debba intendersi per movimentazioni del conto o comunque delle disponibilità sotto la lente dell’autorità giudiziaria. E nel dubbio la strada scelta è quella di congelare tutto quello sulle polizze oggetto di indagini per evitare qualunque contestazione e attendere che il quadro della voluntary e dei suoi riflessi penali sia più completo.

L’indagine sulla banca svizzera presenta molte contestazioni si va dalla violazione delle norme antiriciclaggio all’esercizio abusivo di attività assicurativa e al momento è contro ignoti., alla violazione di norme tributarie in tema di elusione

Nel bilancio sociale della tribunale di Milano a dicembre furono scritti come valore della intera operazione circa 8 mld di imponibile sottratto a tassazione in violazione delle norme tributarie.

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