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Credit Suisse patteggia e paga 8,5 mln di euro

Credit Suisse patteggia una multa di 8,5 milioni di euro. Con quest’atto si sancisce la fine del procedimento penale che ha visto il gruppo elvetico coinvolto al centro di un’indagine condotta dal pm Gaetano Ruta, dalla procura di Milano, per la violazione della legge 231/2001 sulla responsabilità delle società per reati commessi dai propri dipendenti, oltre che anche per frode fiscale, riciclaggio, ostacolo all’autorità di vigilanza e abusivismo. Secondo l’accusa 13 mila presunti clienti- evasori avrebbero realizzato, attraverso la sottoscrizione con la filiale italiana di Credit Suisse, che al momento non risulta indagata, finte polizze assicurative in Liechtenstein e alle Bermuda che gli hanno permesso di portare all’estero una somma pari a 14 miliardi di euro. Ieri mattina, infatti, il gip Chiara Valori ha ratificato l’accordo di patteggiamento che, nelle scorse settimane, i legali della banca elvetica avevano raggiunto con la procura guidata da Francesco Greco. La somma patteggiata di 8,5 milioni di euro è complessiva di sanzioni pecuniarie e confische. Tra l’altro, la banca elvetica aveva già staccato un assegno di 100 milioni di euro, il 19 ottobre 2016, all’Agenzia delle entrate, per chiudere il contenzioso con il fisco italiano. Ma la questione è molto più lunga: nel 2014 la Credit Suisse Likfe & Pension Aktiengesellschaft (società del gruppo bancario elvetico) era stata oggetto di perquisizioni da parte della Guardia di finanza.

Dalla perquisizione era emerso che solo una parte dei clienti, che aveva usato le polizze assicurative per portare i soldi all’estero, aveva deciso di aderire alla voluntary disclosure e quindi aveva fatto rientrare in Italia una somma pari a 6 miliardi di euro.

I restanti 8 miliardi di euro sono invece rimasti all’estero. Sempre nell’ambito della perquisizione era emerso, anche, una sorta di manuale con le regole che dovevano seguire i funzionari della banca per evitare di destare sospetti nelle autorità fiscali e giudiziarie quando incontravano i clienti in Italia: non dormire nello stesso hotel per più giorni, non portare con sé tablet e personal computer, azzerare la rubrica del cellulare e dire che si stava andando all’estero facendo finta di partecipare a eventi culturali, sportivi o turistici.

Giorgia Pacione Di Bello

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