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Credit Suisse, l’ora della verità

L’Agenzia delle entrate compila liste di evasori. Oltre i 750 italiani individuati nei Panama papers arrivano altri sorvegliati speciali: 3.500 clienti di Credit Suisse che hanno sottoscritto polizze mantello e conti bancari cifrati.

Non solo. In partenza verso la Svizzera richieste di gruppo sui cosiddetti irriducibili, contribuenti cioè che non hanno colto l’opportunità offerta dalla voluntary disclosure 1 e risultano non in regola con il fisco. Sono queste alcune delle strategie annunciate da Rossella Orlandi, direttore dell’Agenzia delle entrate in audizione ieri in commissione finanze della camera.

Parlando del contrasto all’evasione internazionale Orlandi ha raccontato che nel 2016 il gruppo bancario ha definito l’accertamento con il versamento di circa 100 mln di euro per imposte, interessi e sanzioni. Ora l’attività di verifica è passata a una fase due. Agenzia delle entrate e Guardia di finanza hanno identificato 3.500 contribuenti sottoscrittori di quelle polizze. Il patrimonio detenuto sotto quegli strumenti è pari a 1,4 mld di euro. Ora il Fisco sta controllando chi tra questi soggetti non ha aderito alla voluntary disclosure. «I risultati, al momento parziali», scrive la Orlandi, «ammontano a circa 170 mln di euro versati a titolo di imposte, interessi e sanzioni. Nei prossimi mesi», annuncia la Orlandi, «le attività di controllo proseguiranno attraverso specifiche richieste di cooperazione alle autorità fiscali estere».

Sul fronte Panama papers il numero uno dell’Agenzia delle entrate ha specificato che dei 750 soggetti identificati, si devono aggiungere circa 300 detentori (bearers) soggetti che hanno in possesso entità off shore mediante titoli al portatore.

La Orlandi è poi tornata sulla questione tax gap Iva evidenziando che lo «split payment» ha consentito una riduzione strutturale del gap Iva pari a 3,5 miliardi nel biennio 2015-2016. Interpellata sulla web tax ha poi dichiarato che è «un tema complicato, ma io condivido assolutamente, dal punto di vista personale, la necessità di una modifica strutturale della tassazione di questi mondi».

«I numeri illustrati dall’Agenzia delle entrate per il contrasto all’evasione fiscale, riferite all’anno 2016, meritano il massimo apprezzamento per l’impegno profuso e gli ottimi risultati raggiunti. I 19 miliardi recuperati dal Fisco rappresentano un vero e proprio record assoluto». Ad affermarlo Maurizio Bernardo, presidente della commissione finanze della camera, a margine dell’audizione odierna del dg dell’Agenzia delle entrate, Rossella Orlandi, sul contrasto all’evasione fiscale.

Cristina Bartelli

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