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Credit Suisse, hedge in campo: «Dividere la banca in tre parti»

Dividere in tre parti Credit Suisse per valorizzarne meglio le attività di asset management, di investment banking e di gestione dei patrimoni. Questa è l’idea del fondo hedge svizzero Rbc Capital che, dall’alto (si fa per dire) della sua quota assolutamente residuale (tra lo 0,2 e il 0,3%) nel capitale della banca vuole ribaltare un colosso che ha in gestione oltre 800 miliardi di dollari di asset. Come se una formica volesse mettere a terra un elefante. In realtà il fondo ha sottoscritto accordi confidenziali con circa 100 altri investitori, alcuni di questi azionisti di vecchia data, ma non essendo noti i nomi non è chiaro per il momento quali siano le forze in campo. Il fondo attivista guidato dall’ex analista Rudolph Bohli, che tra i suoi consiglieri ha l’ex capo dell’investment banking Gaël de Boissard, conta comunque di poter portare a casa la sua impresa forte del malcontento generale che serpeggia tra gli azionisti. Sono passati ormai due anni da quando il manager franco ivoriano Tidjane Thiam è stato chiamato capezzale della seconda banca svizzera ma i risultati della cura da cavallo imposta all’istituto, costretto a un aumento di capitale da oltre 6 miliardi di franchi due anni fa, non sono all’altezza delle aspettative. Tra il 2015 e il 2016 la banca ha fatto 5,6 miliardi di franchi di perdite (5,2 in euro) e quando quest’anno è arrivato il tanto atteso ritorno all’utile non è stato nella misura attesa dal mercato: gli analisti stimavano un miliardo e 126 milioni nel primo semestre, la banca ne ho comunicato solo 899 milioni. Non ha certo contribuito a rinsaldare la fiducia degli investitori poi la vicenda del pacchetto di bonus da 78 milioni di franchi che il top management aveva deciso di erogarsi dopo un bilancio 2016 chiuso in rosso per 2,7 miliardi. Dopo la levata di scudi di azionisti e politica il board ha deciso di ridurre del 40% i premi ed è stata la classica toppa peggiore del buco. Per queste e altre ragioni il titolo, già pesantemente calato per l’effetto diluizione legato all’aumento di capitale, fatica a riprendere quota. Il piano di Rbc, accolto con un rialzo dell’1,2% ieri a Zurigo, è servito se non altro a smuovere le acque. Il fondo svelerà i dettagli del piano nei prossimi giorni nel corso di una conferenza di Jp Morgan ma secondo le prime indiscrezioni si prevede una divisione dei tre business principali della banca. Le attività di investment banking con base a Wall Street dovrebbero – nei piani del fondo – tornare autonome sotto il marchio “First Boston”. Un brand che la banca aveva rilevato nel 1990 e poi dismesso nel 2006.

Andrea Franceschi

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