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Credit crunch, Passera convoca banche e imprese

di Laura Di Pillo

Il governo accelera su emergenza credito e sulle misure urgenti per la crescita. Archiviata la riforma del mercato del lavoro, nel giorno del grande tonfo di Piazza Affari e della risalita dello spread, il ministro per lo Sviluppo economico Corrado Passera ha deciso di convocare per la prossima settimana l'Abi (Associazione bancaria italiana) e le principali associazioni imprenditoriali. Un tavolo allargato al quale si lavora da tempo per sbloccare temi caldi e ridare ossigeno al sistema produttivo. Ieri l'incontro di Passera nella sede del ministero di Via Veneto con il presidente dell'Abi Giuseppe Mussari e nei giorni scorsi le telefonate con i presidenti delle associazioni datoriali hanno accelerato la convocazione dell'incontro che dovrebbe svolgersi a metà della prossima settimana.
In agenda oltre alla crescita questioni caldissime che riguardano credit crunch, stretta sul credito, i primi risultati dell'accordo di moratoria sui debiti firmato lo scorso febbraio, l'analisi dei dati sull'andamento e l'utilizzo del Fondo centrale di Garanzia per le Pmi, termometro importante per capire le difficoltà del sistema produttivo. Uno strumento, quest'ultimo, nato proprio per favorire l'accesso ai finanziamenti delle Pmi attraverso la concessione di una garanzia pubblica che si affianca e spesso si sostituisce alle garanzie reali portate dalle imprese.
In una fase di scarsa liquidità, in uno scenario di congiuntura recessiva, la mancanza di finanziamenti e di strumenti di sostegno efficaci rischiano di azzoppare ulteriormente il sistema economico. Difficoltà che riguardano anche le banche alle prese con il costo della raccolta e un mercato della liquidità crollato. Sullo sfondo anche le polemiche sull'utilizzo che le banche stanno facendo dei fondi forniti dalla Bce a tassi agevolati: troppi titoli pubblici, troppo poche invece le risorse destinate all'economia reale, cioè a imprese e famiglie. Sul tavolo con ogni probabilità ci sarà anche la questione dei crediti che le aziende vantano nei confronti della pubblica amministrazione. Cruciale per gli imprenditori come sottolineato più volte dalla presidente di Confindustria Emma Marcegaglia: un problema che si stima in circa cento miliardi di euro non pagati.
E proprio su questo fronte si segnalano importanti passi avanti sull'accordo che potrebbe sbloccare i crediti della Pa nei confronti delle imprese. Secondo fonti bancarie infatti uno degli ostacoli principali, legato proprio alla certificazione delle somme, sarebbe stato superato. Un passo avanti rilevante verso l'intesa che molto probabilmente sarà annunciata a giorni e che consentirà di fatto alle banche di anticipare le somme dovute dalla pubblica amministrazione alle aziende e dare così una boccata d'ossigeno alle imprese. In fase avanzata di trattativa anche il discorso legato ai nuovi strumenti finanziari per sostenere le imprese che intendano investire.
Sul tavolo poi anche il tema dei nuovi incentivi, il riordino del sistema di aiuti alle imprese cui sta lavorando il Governo con l'obiettivo di rilanciare soprattutto l'utilizzo di strumenti automatici come il credito di imposta. Un lavoro di razionalizzazione della spesa importante in dirittura d'arrivo portato avanti dai tecnici del ministero dello Sviluppo.

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