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Credit Agricole lancia bond da 1,25 miliardi Forte la domanda

Se per i paesi periferici i collocamenti di bond bancari possono essere un problema, non lo è invece per gli istituti francesi sulla scia della buona performance degli spread dei governativi ieri ancora in calo sul decennale a 57 centesimi da 60 di mercoledì. Ne approfittano gli istituti francesi a cominciare dal Credit Agricole che ha collocato un bond da 1,25 miliardi di euro per un titolo scadenza 5 anni, cedola all’1,875% e spread 103 punti base sul midswap. Con un rating investment grade A3 (Moody’s) A (S&P’s) A+ (Fitch), l’emissione non ha risentito delle decisioni del taglio del rating di Standard & Poor’s sulla Spagna all’ultimo gradino dell’investment grade, se non per il fatto che gli investitori negli ultimi giorni stanno tornando sui titoli dei paesi core, dalla Francia alla Germania, in attesa di chiarimenti sugli aiuti di Madrid.
L’emissione Credit Agricole arriva dopo un’altra emissione finanziaria francese, quella di Societe Generale da 1,25 miliardi scadenza 5 anni in una settimana in cui per molte banche dell’eurozona è stato un banco di prova della loro capacità di assorbimento ad emettere carte. Un mercato per molti, ma non per tutti come nei casi del Banco Popolare che ha ritirato l’emissione da 500 milioni e di Bank Austria per l’identico ammontare. Collocamenti che hanno dovuto farsi spazio in una seduta affollata quella di lunedì scorso in cui erano arrivati sul mercato contemporaneamente i bond Enel e Intesa Sanpaolo. Ma non è questa l’unica spiegazione: per i paesi periferici con l’eccezione delle banche sistemiche, fare funding non è sempre facile a dimostrazione che senza l’Ltro della Bce potrebbero sorgere problemi di liquidità. Dunque, la ricerca di rendimenti non è a tutti i costi e la valutazione del rischio resta essenziale nonostante l’allentamento delle tensioni degli ultimi giorni.
Intanto, a seguito del taglio del rating da parte di S&P della Spagna per i motivi legati all’incertezza politica e ai rischi economici, ieri il bond Santander è sceso di circa l’1 per cento con lo spread del governativo decennale al 423 centesimi, in attesa della decisione di un’altra agenzia Moodys che potrebbe declassare il paese a “high yield”. Secondo gli analisti, il mercato europeo non è chiuso a nuove emissioni dopo una settimana che ha visto collocamenti per un totale di 5,2 miliardi di euro.
In una seduta all’insegna dei rating, Nestlé ha collocato un bond da 500 milioni di euro scadenza 2015 con uno spread sul midswap di 5 punti base, tra i più bassi dopo quello di Siemens che lo scorso agosto ha prezzato un’obbligazione a 10 punti base, così come la cedola fissata allo 0,75% la più bassa tra i bond non finanziari dopo quella del gruppo tedesco allo 0,375 per cento.

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