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Crédit Agricole Italia, sì della Bce all’Opa su Creval

Il Crédit Agricole incassa il via libera di Bce e Banca d’Italia alla presa di controllo del Creval, sul quale l’istituto (attraverso Crédit Agricole Italia) ha lanciato un’opa. L’ok delle autorità riguarda sia il superamento del 10% sia l’acquisto di una partecipazione di controllo diretto nel Creval. Per la banca guidata in Italia da Giampiero Maioli è un passo avanti nel processo a tappe di avvicinamento a Sondrio, anche se il mercato continua a scommettere su un rilancio. Ieri il titolo ha chiuso a 12,1 euro, a fronte di un’offerta francese di 10,5 euro in partenza a fine marzo, dopo l’ok Consob. Sicuramente Crédit Agricole aumenterà il suo peso con il 5,3% che il fondo Algebris di Davide Serra si è impegnato a cedere.

Il risiko bancario lungo l’asse Parma-Sondrio non è l’unico giocato in Italia. Mps ieri ha ribadito nel bilancio che la fusione resta la prima opzione; grazie ad essa il consiglio guidato da Guido Bastianini ritiene che la banca possa superare la significativa incertezza sulla continuità aziendale evidenziata dai revisori di Pwc (e nei mesi scorsi dal fondo attivista Bluebell). L’alternativa è una ricapitalizzazione da 2,5 miliardi coperta pro-quota dal Tesoro che però deve avere l’ok di Bce e Ue.

Per la fusione il candidato resta Unicredit, agevolato da circa 6 miliardi di dote. Ma non è detto che il futuro ceo Andrea Orcel voglia puntare su Mps, o solo su di esso. Si parla di Banco Bpm, magari in tandem con Siena. Per evitare l’abbraccio di Unicredit-Banco Bpm potrebbe puntare su Bper: il possibile cambio al vertice della banca emiliana con il ceo Alessandro Vandelli promosso alla presidenza potrebbe risolvere un nodo di governance. La trattativa con il socio forte Unipol è aperta.

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