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Crédit Agricole dice stop ai rilanci: «Su Creval è la nostra offerta finale»

La nuova offerta di Credit Agricole su Creval «è la nostra offerta finale e ricordo che è l’unica». Firmato: Giampiero Maioli, numero uno di Crédit Agricole Italia.

Il giorno dopo il ritocco all’offerta sulla banca valtellinese, salita da 10,5 a 12,2 euro per azione (più 0,3 euro se le adesioni supereranno il 90%), il gruppo francese non usa mezzi termini e intende così spegnere da subito eventuali speculazioni rispetto a ipotetici futuri ulteriori ritocchi all’offerta. Un messaggio chiaro, indirizzato al vasto azionariato della banca lombarda che al momento rimane ancora alla finestra. Ieri all’offerta sono state apportate 23.088 azioni, un valore che porta il totale complessivo in adesione a 10.696.536 azioni, pari al 15,63% dei titoli oggetto dell’offerta. L’andamento del titolo – che tra volumi tonici ha chiuso in Borsa a 12,25 euro – segnala come il mercato si sia allineato alla proposta francese, pur negli spazi esistenti tra l’offerta minima e quella con il premio.

Lo scenario macroeconomico dopo il lancio dell’Opa su Creval, ha spiegato Maioli in una nota, si è evoluto «positivamente» e le stime di crescita «sono state riviste al rialzo». L’arrivo del governo Draghi Draghi «ha avuto dei riflessi importanti anche sulle performance dei mercati e del settore bancario in particolare». E «il nostro obiettivo è quello di generare benefici per tutti gli stakeholders». Da qui «abbiamo ritenuto opportuno arricchire ulteriormente la nostra offerta». L’offerta complessiva di 12,5 euro presenta «un premio senza precedenti nella storia delle Opa in Italia». Per Maioli l’offerta rivista è «un riconoscimento importante per tutti i soci Creval a conferma della bontà del nostro progetto», che ha «un’ottica industriale ben precisa» e «punta alla valorizzazione del territorio e al sostegno all’economia reale» con una «visione di lungo periodo».

Mettendo sul piatto 140 milioni in più rispetto ai 737 milioni inizialmente offerti, Credit Agricole Italia intende valorizzare tra le altre cose le Dta fuori bilancio del Creval, tema questo sollevato a più riprese dagli azionisti che nel corso delle ultime settimane si sono espressi contro l’Opa. Lo fa a una manciata di giorni dalla scadenza dell’offerta – fissata per il 21 aprile – evitando così di chiedere proroghe che complicherebbero la strada per assorbire il dividendo che il Creval staccherà.

La mossa del ritocco del prezzo, attesa a lungo dal mercato, mette ora in discesa l’intera operazione: con un premio del 41% rispetto al prezzo del titolo il giorno precedente l’annuncio dell’Opa, Credit Agricole Italia valorizza Creval 0,47 volte il patrimonio tangibile, il «20% in più rispetto ai peers più diretti: un’offerta molto difficile da rifiutare» e con «un downside risk superiore al 30% in caso di insuccesso dell’iniziativa, spiega Equita Sim che è advisor dell’Agricole insieme a JpMorgan.

Si vedrà ora quale sarà la reazione del mercato. Come normale in casi simili, è realistico che le adesioni si concentrino nelle ultime tre sedute dell’Opa, scaduto il termine di domenica per ulteriori rilanci dell’ultimo minuto da parte della banca d’Oltralpe. Un passaggio decisivo però sarà costituito dalle valutazioni che darà il board della banca valtellinese guidato da Luigi Lovaglio, che fino ad oggi ha definito la proposta di 10,5 euro «non congrua» e che ora si dovrà esprimere sulla nuova proposta. Nei prossimi giorni è atteso il board e lì si capiranno le posizioni formali.

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