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Crédit Agricole chiude l’acquisizione delle casse

Arriva il punto finale nella lunga (e travagliata) vicenda dell’acquisizione delle ex tre Casse del centro Italia da parte di Crédit Agricole Cariparma. Il gruppo italo-francese ha infatti perfezionato l’acquisto dallo Schema Volontario del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (Fitd) del 95,3% del capitale di Cassa di Risparmio di Cesena, Cassa di Rimini e Cassa San Miniato.
L’operazione
Come previsto, il passaggio di mano è arrivato a valle di due step. Prima le tre banche sono state ricapitalizzate dallo Schema interbancario, con un’iniezione da 640 milioni che, insieme ai 130 milioni versati dall’Agricole al Fondo interbancario, hanno permesso di portare il Cet1 ratio pro-forma aggregato delle tre banche a più del 10,7%.
Il secondo capitolo di intervento ha riguardato i crediti deteriorati, che sono stati alleggeriti di 3 miliardi circa, nell’ambito di un’operazione orchestrata con Atlante 2. In particolare, le tre banche hanno perfezionato la cessione di 286 milioni di crediti deteriorati lordi (sofferenze e inadempienze probabili) attraverso un’operazione di vendita diretta al fondo Algebris e di 2,74 miliardi di crediti deteriorati lordi (sofferenze e inadempienze probabili) attraverso un’operazione di cartolarizzazione, a un valore netto del 38% . Perno dell’operazione sarà il fondo Atlante 2 – recentemente ridenominato Italian Recovery Fund – che acquisterà la tranche mezzanine per un investimento pari a 500 milioni, un valore lievemente più basso rispetto alle stime precedenti, pari a 517 milioni. Il fondo sarà rifinanziato da Intesa, UniCredit, doBank e dallo stesso Agricole insieme ai soci pubblici (Cdp e Sga verso un 50% a testa). Ad essere limata è anche la tranche senior, pari a 335 milioni (contro le stime di circa 360 milioni), che sarà assorbita da un pool di banche che comprende tra le altre anche Imi. La tranche junior finirà invece ancora al Fondo.
A brevissimo, già nel mese di gennaio 2018, si terranno le assemblee delle tre Banche per il rinnovo dei consigli di amministrazione e degli organi di controllo. «Siamo soddisfatti di aver concluso nei tempi previsti un’operazione complessa – ha dichiarato Giampiero Maioli, senior Country officer del Crédit Agricole in Italia – resa possibile dalla fattiva collaborazione di tutte le istituzioni italiane che hanno partecipato». Per Maioliora gli sforzi«fin da oggi avranno come obiettivo le tre Casse di Risparmio».
Il balzo dell’Agricole
A questo punto è realistico che le Casse di Cesena e Rimini vengano assorbite da CariParma, mentre San Miniato diventerebbe la banca di riferimento per la Toscana, la cui quota di mercato per numero di sportelli è destinata a triplicare dal 2 al 6%, insieme a Friuladria nel Nord-Est e CariSpezia in Liguria. Nel complesso, l’incorporazione dei tre istituti locali farà entrare nell’Agricole 400 mila clienti distribuiti su circa 250 filiali. Così facendo, la banca italo-francese vedrà salire la propria base clienti oltre i 2 milioni sul retail per circa 1.800 filiali, numeri che valgono il sorpasso su Bnl nel business retail e l’affermazione come settima banca italiana per sportelli, alle spalle di Intesa, UniCredit, BancoBpm, Mps, Ubi e Bper.
Non solo. Con questo colpo, che si va ad aggiungere a quello realizzato su Pioneer (acquistato dalla controllata Amundi) e all’investimento per Leonardo ufficializzato nelle scorse settimane dopo una trattativa durata mesi, i francesi hanno investito nel complesso circa 3,5 miliardi sull’Italia. A conferma dell’interesse del gruppo transalpino per il nostro paese.

Luca Davi

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