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Credem, utile in crescita del 47% I prestiti aumentano del 6%

Credito Emiliano prosegue nel suo percorso di crescita commerciale e conferma risultati finanziari in aumento. Se nel primo trimestre i prestiti alla clientela sono cresciuti dal 6,6% sull’anno precedente (contro un sistema in calo dell’1,7%), la banca ha registrato un incremento dell’utile netto di quasi il 50% (47,4%) rispetto allo stesso periodo del 2014, a quota 84 milioni (54 milioni a fine marzo 2014).
Decisivo in questo senso è stato il contributo dei proventi da trading sui titoli governativi italiani. Il margine da servizi è infatti migliorato del 51,4%, a 246,9 milioni rispetto ai 163 milioni di euro di fine marzo 2014. In virtù del riposizionamento sul portafoglio titoli, l’apporto dell’area finanza è destinato a ridursi nel corso dell’anno, come indicato dalla banca in una nota. Tuttavia, la struttura dei ricavi «potraà beneficiare del crescente apporto dell’intermediazione da clientela». Insomma, in uno scenario di progressivo miglioramento dello scenario macro-economico, e della congiuntura italiana in particolare, Credem può cogliere i frutti della politica di sviluppo sul fronte dei volumi. Un obiettivo a cui la banca guidata da Adolfo Bizzocchi guarda da tempo, e per cui sta lavorando strutturandosi al meglio. «Nel solo comparto dei prestiti, nei primi tre mesi dell’esercizio, siamo cresciuti del 6,6% anno su anno per uno stock di oltre 1,3 miliardi di euro spiega Bizzocchi in una nota – Continueremo nel corso del 2015 ad investire sullo sviluppo commerciale sia con l’assunzione di professionisti sia con nuovi prodotti e servizi».
In controtendenza rispetto al comparto, e in linea con i piani di crescita per linee interne, la banca emiliana ha aumentato del 5,3% i costi operativi, a 175,5 milioni, con un cost/income al 49,7%. Il margine di intermediazione è salito del 23,2% a 353,1 milioni, con margine di interesse a 119,6 milioni (-13,3%) e commissioni nette a 115,8 milioni (+21,4%).
Crescono invece gli accantonamenti su crediti, che aumentano a 36,8 milioni da 13,5 un anno prima. Colpa dell’aumento del livello di copertura dei crediti problematici e dei crediti in bonis. Quanto agli aggregati patrimoniali, la raccolta diretta è salita del 6,7% rispetto a marzo 2014, a 18,3 miliardi, mentre gli impieghi sono cresciuti del 6,6% a 20,8 miliardi. Il Cda proporrà all’assemblea la distribuzione di un dividendo di 1,75 euro per azione, in crescita del 17% rispetto agli 1,5 euro dello scorso anno.

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