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Credem, le polizze spingono i profitti

Credem conferma il modello di bancassurance puntando sul private equity e sul private banking con attenzione crescente agli investimenti in innovazione e socialmente responsabili. Una tendenza già emersa nella prima parte dell’anno che si è chiuso con un utile netto consolidato di 101,5 milioni di euro, in crescita del 6,8% rispetto ai 95 milioni dello stesso periodo del 2018. A dimostrazione del rafforzamento della vocazione assicurativa del gruppo, nei primi sei mesi la raccolta assicurativa ha raggiunto 7,1 miliardi di euro (+2,9% rispetto allo stesso periodo del 2018) e i premi legati a garanzie di protezione vita e danni sono stati pari a 32 milioni di euro (+12 per cento). Cresce la raccolta complessiva dell’1,5% a 80,5 miliardi di euro con l’acquisizione di 51mila nuovi clienti, un segnale di come la banca stia aumentando la sua quota di mercato attraverso una crescita per linee interne.

Mentre la Banca centrale europea segnala che «nel secondo trimestre del 2019 i criteri per la concessione del credito alle imprese sono divenuti più restrittivi, a segnare la fine di un periodo di allentamento iniziato nel 2014», l’istituto emiliano ha visto crescere i prestiti alla clientela del 5% ben oltre la media di sistema che si ferma a +0,6% erogando 1,2 miliardi in più di prestiti nel semestre portando il dato complessivo a 25,5 miliardi di euro.

Una quota importante dei prestiti è rappresentata dai mutui casa alle famiglie in costante crescita, sostenuti dai tassi bassi: nei primi sei mesi dell’anno sono stati erogati mutui per 674 milioni di euro (+61,5 per cento). Un settore che Credem vuole rafforzare con la costituzione di Avvera, la nuova società (100% Credem) lanciata lo scorso maggio specializzata nei prestiti ai privati (mutui, prestiti e cessione del quinto dello stipendio), con un modello di tipo multicanale e multiprodotto.

In generale, cresce la raccolta gestita che a fine giugno ha raggiunto 26,9 miliardi di euro (+0,9%), così come quella su fondi e sicav del gruppo (+6,8%). Nel private equity, Euromobiliare private equity Sgr ha istituito due nuovi fondi per 100 milioni di euro dedicati alla clientela private e High Net Worth Individual. Attenzione anche agli investimenti socialmente responsabili.

Sul versante patrimoniale il coefficiente Cet1 ratio raggiunge i «massimi livelli del sistema» a 13,3%. Il margine di intermediazione si attesta a 587,2 milioni (+0,6%). Le commissioni nette ammontano a 276,3 milioni di euro (+3,1%). In calo i costi operativi a 366,5 milioni (-2,5%). Le spese amministrative ammontano a 105,1 milioni mentre quelle relative al personale sono pari a 261,4 milioni di euro (+2%).

Il direttore generale Nazzareno Gregori, nel commentare i dati della semestrale, ha sottolineato che nella seconda parte dell’anno «continueranno gli importanti investimenti sulle persone con l’obiettivo di incrementare il nostro organico con nuove assunzioni per sviluppare ulteriormente il modello di banca assicurazione con particolare attenzione alla gestione del risparmio e al sostegno di imprese e privati. Tutto ciò mantenendo inalterata la solidità del gruppo e continuando a generare valore per tutti gli stakeholder della banca».

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