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Credem, covered da 750 milioni Boom di ordini

Il primo bond post stress test lo ha testato il Credito Emiliano con un covered da 750 milioni, scadenza 7 anni. Il risultato è andato oltre le più rosee aspettative: in poco meno di un’ora dall’apertura dei book sono arrivati ordini per quasi tre miliardi, quattro volte l’offerta e per la prima volta tra i sottoscrittori si sono visti anche le banche centrali che hanno effettuato acquisti per conto della Bce. Il bond che ha un rating A2 di Moody’s e A+ di Fitch superiore alla Repubblica è stato prezzato a 25 punti base sopra il tasso midswap in linea con la curva del secondario e al di sotto della guidance di avvio attorno ai 30 punti base il livello del covered a sette anni di Credem collocato lo scorso febbraio. La cedola lorda annua è pari a 0,875%, ma quello che più conta è che il bond tratta 88 punti base sotto il BTp di identica durata, il livello mai toccato da un emittente italiano.
Il deal ha chiuso quasi subito attorno alle 10 a dimostrazione dell’interesse degli investitori con quasi 90 account: molto ampia la partecipazione delle banche centrali che hanno contato per circa il 30%, asset management 46%, banche 16% e assicurazioni 8 per cento. Molto diversificata l’allocazione geografica andata al 30% in Italia e il resto oltre confine così distribuita: Germania e Austria 30%, Francia 15%, UK e Irlanda 7%, nordici 5%, asiatici 4% e svizzeri 4 per cento. Nell’elenco figurano anche investitori arabi. È un’operazione di qualità è stato sottolineato dagli operatori in virtù del fatto che il rating è superiore a quello della Repubblica ed offre una cedola sotto l’1 per cento. Il banco di prova di ieri non riguardava soltanto il Credem, ma il generale l’istituto in quanto emittente italiano in un mercato uscito dagli stress test con luci e ombre, prova ampiamente superata. «I fondi raccolti – si legge in un comunicato – saranno destinati alll’attività bancaria e creditizia di Credem ed in particolare a sostenere la crescita degli impieghi a famiglie ed imprese»: l’istituto nel primo semestre dell’anno ha incrementato i prestiti a famiglie ed imprese del 2,8% anno su anno, rispetto ad un sistema in contrazione del 2,2% nello stesso periodo. Un altro fattore che ha favorito l’emissione è stato il risultato del Credem sugli stress che pongono l’istituto ai primi posti in Italia come solidità patrimoniale e capacità di fronteggiare un contesto economico anche particolarmente critico.
L’effetto scarsità dei titoli covered ha giocato anch’esso a favore: oggi sono sempre meno le banche che hanno a disposizione mutui da utilizzare come sottostante e quando vengono collocato è la corsa alla sottoscrizione. La Nordea due giorni fa ha collocato un covered da un miliardo raccogliendo ordini per 3,7 miliardi, ma soprattutto il bond è stato prezzato con uno spread di un punto base sopra il midswap, il livello più basso della storia dei covered.

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