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Crack Parmalat, otto rinvii a giudizio per Bank of America

di Mara Monti

MILANO
L'ultimo filone delle indagini Parmalat, quello che riguarda il coinvolgimento degli istituti di credito nella bancarotta del gruppo alimentare, ha scritto ieri un nuovo capitolo, che porta soprattutto il nome del colosso americano Bank of America: il giudice delle udienze preliminari ha rinviato a giudizio otto indagati, tutti ex manager della banca, mentre per quattro è stato chiesto il non luogo a procedere e due hanno patteggiato.
A firmare il decreto al termine della lunga udienza preliminare è stato il gup di Parma, Maria Cristina Sarli, che ha chiesto il processo – inizierà il prossimo 24 settembre – per Antonio Luzi, Luis Alfonso Moncada, Luca Sala, Patrizia Medbedich, Nigel Wright Antony, David Chalk, Michael Lau, George Louis Sampanis. Patteggiamenti accordati, invece, per gli ex manager della banca Mossak & Fonseca Andrea De Grandi e Nino Giuralarocca, rispettivamente un anno e un anno e 10 mesi. La posizione di un quindicesimo indagato è stata stralciata per ulteriori accertamenti. Il pm Lucia Russo, che ha sostenuto l'accusa, aveva chiesto il rinvio a giudizio per tutti gli indagati.
Secondo l'ipotesi accusatoria, Bank of America ha continuato a finanziare il colosso di Collecchio, crollato nel dicembre 2003 sotto il peso di un indebitamento di 14,5 miliardi di euro, sapendo che le condizioni dell'azienda di Calisto Tanzi erano disperate, al punto che per qualche imputato oltre al concorso in bancarotta è stato contestato anche il reato di usura. Quello di Bank of America è l'ultimo filone processuale, il più lungo e complesso tenuto conto che nel corso dell'udienza preliminare è stato sostenuto l'incidente probatorio dell'ex direttore finanziario della Parmalat, Fausto Tonna. Il quale, nel cristallizzare le sue dichiarazioni in vista del processo, ha riportato circostanze che proverebbero la consapevolezza della banca sulla reale situazione del gruppo Parmalat. Le indagini hanno anche quantificato in 50 milioni di dollari le commissioni pagate a Bank of America e ai suoi manager per strutturare i finanziamenti finiti nel mirino degli inquirenti. Numerose le operazioni entrate nell'indagine: dalle emissioni di private placement collocate a investitori statunitensi, alle operazioni di aumento di capitale di Parmalat Brasile, ai finanziamenti alle società sudamericane dall'Argentina al Venezuela, tutte risalenti agli anni dal 1998 al 2002, ma su cui la prescrizione scatta solo con la dichiarazione di fallimento del Tribunale di Parma, intervenuta il 27 dicembre 2003.
I tre imputati Luzi, Moncada e Sala non è la prima volta che finiscono coinvolti nelle vicende Parmalat. I pm di Parma nell'agosto 2004 firmarono un mandato di arresto per Luca Sala, poi annullato dal Tribunale della Libertà di Bologna. Al processo per aggiotaggio di Milano venne assolto, insieme agli altri due manager di Bank of America, Luzi e Moncada, per molte operazioni con formula piena, con l'eccezione di una con il Brasile perché troppo tardi per condannare. L'istituto di credito americano non è l'unico a giudizio a Parma: processi sono in corso nei confronti dei manager ed ex manager di Citigroup, Deutsche Bank e Morgan Stanley. Tutti accusati di concorso nella bancarotta del secolo.

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