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Crack Lehman Brothers, nuova tranche di rimborsi

L’amministratore statunitense di Lehman Brothers Holding distribuirà oggi la sesta tranche dei rimborsi ai creditori della banca d’affari finita in default nel 2008. I documenti depositati ieri annunciano il pagamento di un ammontare complessivo di 10,4 miliardi dollari, inferiore rispetto ai 17,9 miliardi distribuiti nella primavera scorsa con la prima tornata di pagamenti straordinari, effettuati cioè dopo la conclusione del piano di ristrutturazione originario. Ma sono comunque somme importanti che confermano ancora una volta come la gestione degli asset in bonis e l’evoluzione dei contenziosi aperti (per un valore di circa 10 miliardi) stia consentendo di restituire ai creditori molto di più di quanto non ci si aspettasse all’inizio. E per dare un’idea del punto cui si è arrivati basta dire che, con questa tornata, gli obbligazionisti italiani che avevano acquistato bond Lehman attraverso Lbt, la holding olandese che ha venduto gran parte dei titoli in Europa, raggiungono un recovery rate attorno al 46 per cento. Il traguardo del 50%, che fino a qualche mese fa sembrava soltanto un’ipotesi, verrà presto superato, probabilmente già con la prossima distribuzione in primavera.
«Un riscontro si può avere nel fatto che le quotazioni di questo tipo di crediti sul mercato secondario nelle ultime settimane ha raggiunto il 55% del valore nominale, al lordo delle distribuzioni già effettuate», spiega Raffaele Romano dello studio Sge.
La capacità dell’amministrazione di Lbhi di ripagare a questi tassi i debiti cristallizzati al momento del default sembra confermare quanto sta emergendo in questi giorni sulla stampa anglosassone, e cioè che Lehman Brothers avrebbe potuto evitare il default.
Tornando alla distribuzione in corso a partire da oggi, la procedura prevede una percentuale di pagamento pari al 2,97% per gli obbligazionisti Lbt, in virtù della garanzia riconosciuta dalla casa madre ai bond emessi dal veicolo olandese. Lbt riceverà poi direttamente dalla ex holding americana una percentuale pari al 3,7%: nelle prossime settimane la società olandese provvederà a sua volta a distribuire quasi tutto quell’ammontare agli obbligazionisti. I quali, a quel punto, avranno ricevuto un 6 per cento complessivo, portando il recovery rate dal 39% a circa il 46 per cento. I crediti senior non garantiti, dunque anche i bond emessi direttamente da Lbhi, ricevono una percentuale pari al 4,6% portando il recovery rate complessivo a circa il 32% del valore nominale.
Il documento pubblicato ieri lascia intendere che questa distribuzione non sarà l’ultima, ma un’altra tranche arriverà con tutta probabilità in primavera rispettando la cadenza sinora seguita dall’amministrazione statunitense.
Il prospetto pubblicato nel documento indica che l’amministratore, per questa tranche, utilizza circa 8,5 miliardi di cassa, probabilmente generata con la gestione degli asset, ai quali vanno sommati 2,5 miliardi pagati da società del gruppo finite in default in altri paesi e gestite da altre amministrazioni fallimentari.

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