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Crack banche, via ai rimborsi

Conto alla rovescia per la presentazione delle istanze di risarcimento degli obbligazionisti subordinati di CariChieti, CariFerrara, Banca Marche e Banca Etruria. Le richieste di indennizzo forfettario per gli ex clienti coinvolti nel salvataggio potranno essere inoltrate dal prossimo 22 luglio. L’indicazione arriva dal fondo interbancario di tutela dei depositi (Fitd) che, ai sensi dell’art. 9, comma 8 del dl banche convertito in legge 119/2016 ricorda come alla pretesa vadano allegati: il contratto di acquisto degli strumenti finanziari subordinati; i moduli di sottoscrizione o d’ordine di acquisto; l’attestazione degli ordini eseguiti; una dichiarazione sulla consistenza del patrimonio mobiliare (calcolato ai sensi dell’art. 9, comma 2), ovvero sull’ammontare del reddito (di cui al comma 1, lettera b dello stesso articolo, con le modalità previste dall’art. 9, comma 8, lettera e), comprendente espressa dichiarazione di consapevolezza che chiunque rilasci dichiarazioni mendaci è punito da codice penale. A completamento della richiesta, una copia del documento di identità valido e una copia della procura conferita, qualora l’istanza venga presentata tramite studi legali o associazioni di consumatori. In caso di incompletezza, il Fitd invierà all’istante apposita comunicazione d’integrazione; l’assenza di documentazione adeguata avrà invece per effetto la perdita del diritto al risarcimento forfettario, quantificato (secondo disposizioni del decreto banche convertito in legge) nella misura massima dell’80% delle somme perse e per i soli soggetti aventi reddito imponibile Irpef per l’anno 2014 inferiore ai 35 mila euro e patrimonio netto di 100 mila euro. L’invio dell’istanza potrà avvenire tramite sito web, mediante apposita procedura, o tramite raccomandata A/R, inoltrando modulo ed allegati all’indirizzo: «C/A: Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi – Gestione Fondo di solidarietà; oggetto: Istanza di indennizzo forfettario; indirizzo: Via del Plebiscito 102, Roma, 00186». In ambo i casi la procedura sarà eseguibile a partire dal 22 luglio. Il contribuente avrà sei mesi di tempo (e non quattro come inizialmente predisposto) per la presentazione dell’istanza. Tramite accesso all’area riservata gli investitori potranno verificare in ogni momento lo stato della pratica; il fondo terrà invece conto delle richieste di chiarimento pervenute predisponendo un’area del sito con le domande ricorrenti. Nel corso dell’esame dell’istanza non potranno essere fornite informazioni circa l’entità dell’indennizzo.

Gloria Grigolon

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