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Crac immobiliari, nuovo processo per Coppola e Zunino

ROMA — Nuovo processo per Danilo Coppola. «Non sussistono elementi per prosciogliere e ce ne sono di idonei per sostenere il giudizio». Con questa formula di legge il gup di Roma, Bernadette Nicotra, ha mandato alla sbarra gli immobiliaristi Coppola e Luigi Zunino con altre 30 persone per i fallimenti di alcune società tra il 2007 e il 2009. Il giudice ha sostanzialmente accolto le richieste della procura per tutti gli imputati, che dovranno rispondere, a seconda delle singole posizioni, dei reati di associazione per delinquere finalizzata all’appropriazione indebita, falso ideologico e bancarotta fraudolenta. Il processo comincerà il 16 novembre davanti alla decima sezione del tribunale.
Per la procura, che ha indagato a lungo sulla gestione fallimentare di Assa, Gen 5, Phoenix Real Estate, Spica Immobiliare, Gabbiano Immobiliare, Chiaravalle, Montenapoleone, Immobiliare Le Mole, Immobiliare Valadier e Promar, la distrazione complessiva ammonterebbe a circa 300 milioni di euro. Il crac è avvenuto «mediante la realizzazione di trasferimenti di beni immobili tra società a prezzi superiori a quelli di acquisto per ottenere ingenti finanziamenti dal sistema bancario; la sottrazione dalle casse delle società venditrici delle risorse finanziarie, privando le stesse dell’intero attivo e lasciando residuare ingenti debiti verso l’Erario ». E ancora: «Il trasferimento delle quote sociali e delle cariche amministrative delle società a prestanome o a soggetti inesistenti; la messa in liquidazione o il trasferimento all’estero di alcune società in modo da ostacolare i tentativi di recupero dei crediti erariali e di evitare o ritardare il fallimento; e la sottrazione delle scritture contabili obbligatorie delle società».
La tesi è stata respinta con forza da Danilo Coppola, che in udienza ha spiegato di aver saldato i conti con l’Agenzia delle Entrate, «pagando decine di milioni di euro», comprensivi degli interessi di mora. «Non esiste nessun crac», ha detto. Ma il giudice, che pure ha dichiarato estinti per prescrizione alcuni capi di imputazione relativi a episodi di appropriazione indebita, ha però disposto il rinvio a giudizio ritenendo sufficienti gli elementi raccolti dall’accusa, che ha contestato anche i reati di evasione fiscale e impiego di denaro di provenienza illecita.
Con Coppola vanno a processo la madre, Francesca Garofalo, la moglie Silvia Necci, la commercialista, alcuni ex collaboratori. Sono invece cadute le accuse nei confronti di alcuni dirigenti della Unicredit. A giudizio anche Luigi Zunino in relazione alla delibera del 2005 con cui Bim erogò finanziamenti fino a 100 milioni di euro, «dati alla società Immobiliare e all’amministratrice Stefania Cossetti tra il gennaio e il settembre 2006, ma di fatto utilizzati dall’immobi-liarista, quale ‘dominus’ della stessa». «Occultando all’organo di vigilanza l’effettiva esposizione dell’istituto nei confronti delle società riferibili a Zunino, pari a oltre 200 milioni, di gran lunga superiore al limite massimo consentito per il rischio nei confronti di ogni singolo cliente».

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