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Covid, pagelle fiscali sospese per 1 milione di partite Iva

Gli aiuti alle partite Iva non si fermano ai sostegni. Le associazioni di categoria hanno strappato l’esclusione per l’anno d’imposta 2020, e dunque per gli obblighi dichiarativi dei prossimi mesi, la presentazione all’agenzia delle Entrate delle pagelle fiscali per almeno un milione di contribuenti tra società, autonomi, ditte individuali e professionisti. La nuova causa di esclusione votata il 9 aprile scorso dalla commissione degli esperti (si veda il Sole 24 Ore del 10 aprile), di cui fanno parte i principali rappresentanti di piccole imprese e professionisti, prevede espressamente che siano esclusi dall’applicazione degli Indici sintetici di affidabilità (Isa) i contribuenti che, da una prima analisi dei dati della fatturazione elettronica e delle liquidazioni peridioche Iva presentano una variazione nonché delle operazioni attive superiore al 33% dell’imponibile tra il 2019 e il 2020.

Un parametro che porterà alla sospensione fiscale delle pagelle per almeno 82 codici attività, tra cui spiccano settori particolarmente colpiti dalla crisi sanitaria e dalle misure restrittive anti Covid, come le attività delle guide e degli accompagnatori turistici, gli alberghi, gli affittacamere per brevi soggiorni, case ed appartamenti per vacanze, bed and breakfast, residence, nonché le lavanderie industriali, i taxi, il trasporto di autovetture da rimessa con conducente (Ncc), o ancora il catering continuativo su base contrattuale.

La causa approvata dagli esperti su proposta delle Entrate e della Sose (Società che già gestiva gli studi di settore), dovrà essere tradotta in un nuovo decreto dell’Economia che si andrà ad aggiungere a quello del 2 febbraio scorso con cui erano state approvate le altre tre cause speciali di esonero legate al Covid. Si tratta in particolare: della diminuzione dei ricavi ovvero dei compensi di almeno il 33% nel periodo d’imposta 2020 rispetto al periodo d’imposta precedente; dell’apertura della partita Iva a partire dal 1° gennaio 2019; dei soggetti che esercitano le attività economiche individuate in un apposito elenco. In quest’ultimo caso si tratta di circa 85 attività che sono state oggetto di reiterate misure di restrizione (ristoranti, palestre, pizzerie, gelaterie, negozi di abbligliamento, in sostenza quelle che erano state individuate con i codici Ateco dai decreti ristori di fine 2020).

La nuova esclusione, che coinvolgerà 82 Isa, cancella l’obbligo di adeguare i ricavi e i compensi alle richieste dell’amministrazione finanziaria per circa il 28% della platea complessiva, oggi stimata in circa 3,2 milioni. In sostanza con tutte le cause di esclusione già approvate le partite Iva esonerate divenato circa un terzo della platea, ossia oltre un milione di contribuenti.

Va ricordato che la sospensione riguarderà la rilevanza fiscale degli Isa, mentre ai fini meramente statistici e necessari per la corretta elaborazione delle pagelle fiscali, ossia i vecchi studi settore, sarà necessario comunque inviare all’amministrazione finanziaria i modelli con i relativi dati.

L’altra grande novità a cui la Commissione degli esperti ha dato il via libera venerdì scorso riguarda i correttivi straordinari per la crisi, che “ammorbidiranno” il risultato finale tenendo conto dell’impatto devastante del coronavirus sulle attività produttive. In questo senso si punta ad evitare che il contribuente arrivi a un voto dal «6» in giù. Quella che il Fisco considera una insufficienza tale da sottoporre l’impresa, l’autonomo o il professionista di turno ai controlli mirati della Guardia di Finanza o a quelli dell’agenzia delle Entrate. I correttivi che incideranno sugli indici di anomalità e affidabilità puntano su tre fattori principali: giorni di chiusura, calo di fatturato e corrispettivi, perdita di produttività del settore. Chi ne potrà usufruire avrà certo una chance in più di agganciare i possibili vantaggi del regime premiale garantito dagli Isa.

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