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Covid, mediazione obbligatoria

Da mercoledì primo luglio il sistema giudiziario torna alla normalità lasciandosi alle spalle i provvedimenti di emergenza anti Coronavirus. Ma scatta la mediazione obbligatoria sulle cause da inadempimenti Covid: prima di rivolgersi al giudice bisogna tentare la conciliazione nelle controversie su biglietti aerei, anticipi per viaggi, spettacoli saltati, forniture non garantite, merci consegnate in ritardo; insomma: su tutte le obbligazioni contrattuali non onorate a causa delle misure di contenimento adottate durante la pandemia. Niente rinvio di udienze e sospensione termini anche per le cause su assegni di mantenimento e divorzili. Tornano dal vivo gli incontri in spazio neutro fra figli e genitori separati o divorziati. Da celebrare le udienze penali se i termini di custodia cautelare scadono entro l’11 novembre. Slitta a settembre la riforma Orlando sulle intercettazioni, con i virus trojan anti-tangenti e il pm responsabile della riservatezza. Via agli interventi per il rientro in cella dei boss mafiosi scarcerati durante l’emergenza sanitaria. Solo col placet del procuratore antimafia permessi e arresti domiciliari ai detenuti al 41 bis per reati di criminalità organizzata. A prova di privacy l’app Immuni per la ripartenza in sicurezza. Parental control gratis su web, smartphone e tv per proteggere i minori dai rischi del cyberspazio. È quanto emerge dalla conversione in legge del decreto giustizia (28/2020), che raggruppa anche due provvedimenti varati dal governo durante la fase 1, e ha ottenuto la fiducia della Camera: definitivo il via libera di Montecitorio con 256 voti favorevoli e 159 contrari.

Avanti online

Cominciamo dal civile. Il giudice deve stare in ufficio quando celebra le udienze da remoto e il luogo da cui si collega è per legge aula a tutti gli effetti. Fino al 31 luglio i magistrati di tribunali e corti d’appello possono depositare atti solo online (il tutto mentre il Governo sta valutando se prorogare in via sperimentale al 31 dicembre 2021 le modalità da remoto introdotte col lockdown, magari con un emendamento al dl rilancio su cui potrebbe porre la fiducia). Nel penale niente videoconferenza nelle udienze di discussione finale e in quelle dove devono essere esaminati testimoni, parti, consulenti o periti. In Cassazione, oltre alle parti private, anche il procuratore generale può chiedere la discussione orale, evitando così che la causa sia trattata in camera di consiglio, con modalità da remoto, senza la sua partecipazione. Nella giustizia amministrativa online fino al 31 luglio le udienze camerali o pubbliche, a richiesta di tutte le parti costituite o su disposizione del giudice: un decreto del presidente del Consiglio di Stato indicherà le regole tecnico-operative. E la mediazione? Il conciliatore trasmette via Pec l’accordo raggiunto agli avvocati delle parti e all’ufficiale giudiziario; quest’ultimo, per eseguire le notificazioni, estrae copie analogiche che egli stesso dichiara conformi all’originale ai sensi del codice dell’amministrazione digitale. Novità anche per il disciplinare avvocati: le comunicazioni e le notificazioni riguardanti i procedimenti che si svolgono davanti al Consiglio nazionale forense in sede giurisdizionale sono effettuate soltanto per via telematica all’indirizzo di posta elettronica certificata che risulta da pubblici elenchi o da elenchi comunque accessibili alle pubbliche amministrazioni, nel rispetto della normativa su sottoscrizione, trasmissione e ricezione dei documenti informatici.

Revisione periodica

Arrivano i droni per controllare le carceri. Più difficile uscire per i boss: i giudici di sorveglianza devono chiedere al procuratore antimafia il parere sui collegamenti coi clan e sulla pericolosità attuale del soggetto proposto per i permessi di necessità e la detenzione domiciliare «in deroga», cioè quella che sostituisce il differimento di pena. I magistrati devono valutare l’effettiva permanenza dei motivi legati all’emergenza sanitaria che hanno fatto scattare la scarcerazione. In caso di revoca il tribunale decide entro 30 giorni su detenzione domiciliare o differimento della pena. Revisione periodica sulla sostituzione della custodia cautelare in carcere con i domiciliari causa Covid. Tornano i colloqui per i detenuti. Solo il garante nazionale può avere incontri riservati coi reclusi al 41 bis.

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