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Covid, il Leone svaluta

Svalutazioni nette per 655 milioni di euro sugli investimenti, legate all’impatto del coronavirus, hanno determinato per Generali un calo dell’utile netto trimestrale a 113 milioni di euro rispetto ai 744 mln di gennaio-marzo 2019. Il risultato operativo è tuttavia cresciuto del 7,6% a 1,45 miliardi, sostenuto in particolare dai segmenti Danni e asset management. In particolare, sul fronte Danni, la marginalità tecnica viene indicata in ulteriore miglioramento, con un combined ratio che si è compresso di altri due punti attestandosi all’89,5%.

Il Leone ha incassato premi lordi complessivi per 19,16 miliardi, in progresso dello 0,3%. Si è avuto un miglioramento del 4% nei Danni, mentre la raccolta netta del ramo Vita ha accusato una flessione del 25,2% a 3,1 miliardi. Le riserve tecniche sono diminuite dell’1,6% a 363,4 miliardi. Quanto alla posizione di capitale, il Preliminary Solvency Ratio si è posizionato al 196%, in calo dal 224% di fine 2019. Al 19 maggio, ha spiegato il direttore finanziario Cristiano Borean, il Solvency era ulteriormente sceso attorno al 190%: «un ottimo livello» che non preoccupa, visto che la compagnia ha tracciato una banda d’oscillazione ideale fra il 180 e il 240%.

Quanto alla seconda tranche del dividendo (46 centesimi che potrebbero essere pagati entro fine anno se le condizioni generali e i regulator lo consentiranno), Borean ha precisato che «allo stato attuale stiamo rispettando il nostro risk-appetite framework», parametro chiave su cui un cda di metà novembre farà le proprie valutazioni per procedere o meno al saldo della cedola.

Sempre in novembre, ha aggiunto il general manager Frederic de Courtois, si terrà un Investor Day nel corso del quale «forniremo un aggiornamento sullo stato d’avanzamento del piano e degli obiettivi». Attualmente la compagnia ritiene ancora troppo complicato tracciare previsioni sufficientemente dettagliate. Generali è entrata in questa crisi «con un livello molto elevato di Solvency e di liquidità, oltre che di redditività tecnica: questo ci mette in una posizione di forza».

Una delle leve su cui il Leone sta agendo per contrastare gli effetti della crisi riguarda il contenimento dei costi. De Courtois ha assicurato che sono esclusi «tagli agli investimenti per la trasformazione digitale del gruppo o tagli del personale: ci sono tanti altri efficientamenti che possiamo ottenere e, di certo, non toccheremo questi ambiti».

Secondo gli analisti il trimestre ha evidenziato risultati operativi forti per Generali, mentre l’utile netto si è rivelato peggiore delle attese a causa delle svalutazioni. Secondo Barclays l’utile operativo è superiore dell’11% al consenso, con tutti i segmenti che hanno battuto le stime. Inferiori al previsto, invece, i profitti. Gli esperti ritengono che a breve termine i risultati siano correttamente protetti dal focus sul retail, ma potenzialmente nel medio orizzonte potrebbero soffrire della limitata crescita in Italia, delle basse fee, del contenuto potere di prezzo e dalle svalutazioni. Per Kepler Cheuvreux è emersa «una forte performance operativa nel Danni», con un risultato del 15% sopra il consenso anche grazie al ratio delle richieste di risarcimenti molto basso quest’anno.

A piazza Affari il titolo Generali ha ceduto il 2,98% a 11,89 euro.

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